27 novembre 2020
Aggiornato 15:00
La Camera approva il ddl-scuola

Binetti: «No a tutto tondo alla teoria del gender nelle scuole»

Lo afferma in una nota la deputata di Area popolare, Paola Binetti: «E una attenzione controllata e selettiva su questo punto, perché non si ripeta quanto accaduto con il governo Monti, quando l'Unar in stretta collaborazione con le Pari opportunità, fece stampare e diffondere una serie di libretti ambigui e confusi su questo tema»

ROMA (askanews) - «Aula sospesa durante il dibattito sulla Buona scuola, la Lega nella sua dichiarazione di voto, affronta un passaggio molto delicato. I rischi che l'ideologia gender introdotta di soppiatto nella scuola possa di fatto espropriare i genitori di uno degli aspetti fondamentali della loro responsabilità educativa: aiutare ogni figlio a coltivare la propria identità, compresa la sua sessualità». Lo afferma in una nota la deputata di Area popolare, Paola Binetti.
«E' una battaglia che molti di noi - aggiunge - hanno fatto interpellando ripetutamente il ministro Giannini, senza accontentarsi di dichiarazioni di stampa, ma chiedendo ed ottenendo una esplicita circolare che ribadisca l'irrinunciabile consenso dei genitori sulla base di una informazione chiaramente dettagliata. Molti poi gli odg approvati ieri sera e che vanno in questa precisa direzione. Eppure pur condividendo l'intervento della Lega in questo passaggio specifico, non c'è dubbio che le strategia sono diverse. Noi abbiamo voluto che il ministro prendesse posizione prima, in modo da offrire a tutti i genitori e a tutti i docenti il diritto ad esercitare un dissenso informato, nel caso che qualcuno volesse imporre strategie ideologiche tendenti all'appiattimento delle diversità sessuali».

Un no a tutto tondo alla teoria del gender nelle scuole
«La bagarre in Aula è un tipico strumento dell'opposizione che testimonia il suo dissenso, a volte strumentalizzandolo, ma senza offrire valide alternative. Noi abbiamo scelto una via diversa: siamo nella maggioranza - spiega Binetti - e abbiamo fatto valere il nostro diritto a migliorare la legge in modo leale, chiaro e determinato, assumendoci una specifica responsabilità nei confronti di famiglie e docenti. Un no a tutto tondo alla ideologia del gender nelle scuole e una attenzione controllata e selettiva su questo punto, perché non si ripeta quanto accaduto con il governo Monti, quando l'Unar in stretta collaborazione con le Pari opportunità, fece stampare e diffondere una serie di libretti ambigui e confusi su questo tema, facendolo passare come uno strumento di lotta alla violenza contro le donne e una occasione per ristabilire pari opportunità, facendo invece saltare la maggiore opportunità cha hanno ogni ragazzo e ogni ragazza, quella di essere semplicemente se stessi».
«Questa legge - conclude la parlamentare di Ap - sarà ricordata anche per la specifica battaglia culturale, in cui i genitori hanno voluto ribadire il loro diritto ad essere i primi educatori dei figli e pretendere che la scuola sia davvero una buona scuola, capace di moltiplicare energie e competenze dei propri figli per metterli in condizione di confrontarsi con le difficili sfide del mondo del lavoro».