26 maggio 2019
Aggiornato 20:00
I dissidenti preparano lo strappo

Pastorino al Diariodelweb.it: «Renzi ha perso la sinistra»

La «cosa rossa» riparte dal 9% in Liguria del suo candidato: «Aderirò a Possibile di Pippo Civati – rivela al DiariodelWeb.it – Ma dobbiamo lanciare un nuovo partito di sinistra, che parta dal basso, dai problemi concreti»

ROMA«Sa una cosa? Da quando sono usciti i risultati, c'è un sacco di gente che mi ha stretto la mano, mi fa i complimenti per il coraggio...». Luca Pastorino è il nuovo eroe della sinistra italiana. Sindaco del piccolo comune di Bogliasco, nel genovese, e deputato civatiano, alle regionali in Liguria ha superato il 9% dei voti: un risultato praticamente storico per i rossi. I suoi detrattori affermano che l'unico obiettivo che ha raggiunto è stato far perdere la candidata del Pd, Raffaella Paita. I suoi sostenitori, che potrebbe aver fatto partire il cantiere della «cosa rossa» che da tempo sognano Civati, Cofferati, Vendola, Fassina, forse anche Landini e Bersani.

Pastorino, questo 9% è una vittoria o una sconfitta?
Nessun partito di sinistra ha mai ottenuto tanto, da quando esiste il Pd. Visto il fuoco incrociato che c'è stato contro di noi, non solo da parte di Renzi, è stato un vero miracolo.

E della sconfitta della Paita è soddisfatto?
Figuriamoci. Il problema è che la sua candidatura era divisiva e lo sapevano tutti. Per strada tutti dicevano: «Basta che non vinca la Paita»... Anche se l'avessimo sostenuta, non sarebbe cambiato nulla, i miei elettori non l'avrebbero comunque votata.

E lei chi avrebbe votato?
Ho sempre votato nella mia vita, stavolta avrei avuto serie difficoltà. Probabilmente avrei votato scheda bianca.

Il suo risultato può essere il punto di partenza per una nuova sinistra in Italia?
Io aderirò a Possibile di Civati, perché è un amico. Ma non è un mistero che il mio obiettivo sia un nuovo soggetto politico, una sinistra di governo, che parta da temi normali, quotidiani. E a cui tutti possano aderire uscendo dai loro recinti.

Però lei è stato dentro al Pd fino all'altro giorno, si sarà fatto un'idea di chi è pronto a uscirne.
In parlamento qualcuno c'è, ma aspetta, o pretende che si cambi linea. Mi ha stupito molto che Bersani abbia fatto un pezzo di campagna elettorale per la Paita: ha messo tutti in imbarazzo. Ma soprattutto fuori dal parlamento sono in tanti a non aver più preso la tessera del Pd e si avvicinano a noi.

Colpa di Renzi che non ascolta abbastanza l'elettorato storico del Pd?
Ascolta poco, in generale. Il malessere c'è, poche favole. Pensiamo al decreto scuola: non è normale che tutti gli insegnanti annuncino che non voteranno per il Pd.

Renzi ha rinunciato all'elettorato di sinistra e non è riuscito neanche a sfondare a destra?
Qui in Liguria no. Prima delle primarie i dirigenti della destra sostenevano la Paita, ma l'accordo non si è fatto. E intanto hanno perso non solo la sinistra, che è stata a casa o ha votato M5s, ma anche chi solo l'anno scorso aveva dato fiducia a Renzi.

A proposito di M5s, non temete che vi rubi lo spazio politico?
Il M5s è percepito come un movimento di protesta, poco costruttivo. Noi vogliamo mantenere un profilo pratico e civico.

Ma è vero che il vostro piano è di far cadere il governo Renzi per sostituirlo con Delrio o Orlando?
Non l'ho mai detto e non lo penso. L'obiettivo è fare una proposta politica credibile.

Però nella politica di oggi serve anche un leader. Chi può essere, Civati?
Può essere lui. Ma deve essere il leader di una discussione politica più ampia.

E Landini?
Lui stesso ha detto di non voler fare politica. Ma con lui vogliamo e dobbiamo parlare.

Ma non temete di fare la stessa fine della Sinistra arcobaleno o di Ingroia?
Quell'esperienza finì proprio perché non si vollero superare i recinti di cui parlavo prima. Con la volontà unitaria e un profilo che parte dal basso e dai problemi pratici, si può acquisire una credibilità che magari altri non hanno avuto. È un compito difficile, ma noi ci proviamo con passione. Poi ognuno di noi ha un lavoro, a differenza di altri...