30 luglio 2021
Aggiornato 03:00
M5S primo in Campania secondo il sondaggio di Ipr Marketing

De Luca: «Renzi é un uomo coraggioso, mi sostiene nonostante la legge Severino»

"Sono commosso". È' la lapidaria risposta di Vincenzo De Luca al cronista che gli chiede di commentare la decisione del M5S di promuovere un ricorso al Tar contro la sua candidatura. Intanto, i grillini sono primi secondo le intenzioni di voto ai partiti del sondaggio di Ipr Marketing.

Napoli (askanews) - «Sono commosso». È' la lapidaria risposta di Vincenzo De Luca al cronista che gli chiede di commentare la decisione del M5S di promuovere un ricorso al Tar contro la sua candidatura. L'ex sindaco di Salerno è impegnato oggi in un appuntamento elettorale sul tema del welfare.

De Luca: Renzi è un uomo coraggioso
Rispondendo poi ad altre domande sulla sua posizione di ineleggibilità, dovuta alla legge Severino in cui è incappato per la condanna a 18 mesi con sospensione della pena per abuso d'ufficio, ha insistito sulle sue tesi: «sulla Severino continuo la mia battaglia perché non è possibile che l'abuso d'ufficio si applichi ai sindaci e non ai deputati. È una questione di uguaglianza». Quanto alla sua canditarura «Renzi - ha detto ancora De Luca- è una persona coraggiosa. Ha avuto la forza di far fare le primarie e di accettare il responso, l'esito del voto. Mi ha dato fiducia, ha avuto il coraggio di fare svolgere le primarie e di accettare ne il voto». E al cronista che gli fa presente la giovane età del premier dice: «Sono più vecchio, Credo di potergli dare qualche consiglio».

La sorpresa delle regionali in Campania potrebbe essere il M5S
Intanto, a poco più di tre settimane dal voto del 31 maggio in Campania si modifica lo scenario delle intenzioni di voto. Secondo un sondaggio commissionato da «Il Mattino» e svolto da Ipr Marketing i due principali sfidanti, Stefano Caldoro e Vincenzo De Luca, sono alla pari raggiungendo entrambi il 37%. Ma la vera sorpresa è la crescita della candidata pentastellata, Valeria Ciarambino, che arriva al 22%. Uno scenario che si ripercuote nelle intenzioni di voto ai partiti dove al primo posto risulta il M5s con il 23%, al secondo il Pd con il 20%, al terzo Fi con il 19,5%. Seguono Sinistra al lavoro con il 2,5% (al candidato presidente Salvatore Vozza viene attribuito il 3,5 per cento) e la Lista Mo', di stampo meridionalista, che con il candidato presidente Marco Esposito arriva allo 0,5%. Pesano molto sulle intenzioni di voto due fattori: l'alto livello di astensionismo (in calo rispetto al sondaggio Ipr di marzo ma comunque alto (47%) e degli indecisi (29%). Per Antonio Noto sarà fondamentale la scelta emotiva che soprattutto chi non sa ancora a chi dare il proprio voto farà negli ultimi giorni di campagna elettorale. «Il bacino di indecisi che abbiamo visto è fatto da persone che diranno la loro scelta solo negli ultimi due giorni - spiega l'esperto sondaggista - Insomma, gli elettori credono poco ai programmi ma molto alla capacità della persona nel risolvere i problemi. Conta la leadership. Conta essere, nell'immaginario collettivo, la persona giusta al momento giusto. Ecco perché un elettore che non è fedele a una coalizione può essere attratto da variabili emotive».