8 dicembre 2019
Aggiornato 14:00
Riforma della scuola

Pd risponde agli slogan della piazza con le slide

Quattordici slide per rispondere agli slogan della manifestazione del mondo della scuola. Con l'hashtag #vogliosapere il Pd fa il punto sulla riforma della scuola targata Renzi e smentisce che i contenuti e gli effetti della "buona scuola" siano quelli lamentati da chi, studenti, docenti, personale amministrativo e genitori, ha protestato oggi.

ROMA (askanews) - Quattordici slide per rispondere agli slogan della manifestazione del mondo della scuola. Con l'hashtag #vogliosapere il Pd fa il punto sulla riforma della scuola targata Renzi e smentisce che i contenuti e gli effetti della «buona scuola» siano quelli lamentati da chi, studenti, docenti, personale amministrativo e genitori, ha protestato oggi.

Contro i «superpoteri» del preside
Sul sito del Pd ma anche su Twitter nelle pagine di vari esponenti dem, tra cui il sottosegretario Davide Faraone e la responsabile scuola Francesca Puglisi, oltre che all'hashtag dedicato, si danno una serie di risposte sui punti più contestati del provvedimento. Primo tra tutti quello sui «superpoteri» del dirigente scolastico e sulla possibilità che si possa essere assunti a scuola perchè «amici del preside». «E' vero che il dirigente sceglie i docenti per chiamata diretta, senza concorso? No - si legge -, prima di tutto la scuola stabilisce di quali docenti ha bisogno. Il dirigente sarà responsabile di una scelta trasparente, previa valutazione dei curricula degli insegnanti, tra i soli assunti a tempo indeterminato, quindi oggetto del piano di assunzione straordinario di settembre 2015 e vincitori di concorso in futuro. Il Pd propone che il dirigente come i docenti venga valutato sulla base delle sue scelte».

I chiarimenti sul ddl
Inoltre il dirigente «non» decide da solo chi premiare tra i docenti e «non» definisce da solo il Piano dell'offerta formativa (Pof). Le assunzioni di centomila precari «non» sono solo il prodotto di una sentenza europea ma «una scelta politica precisa» perchè «la maggior parte dei giudici sta riconoscendo ai ricorrenti il solo indennizzo». «Non è vero», poi, che chi ha insegnato per 36 mesi o più non potrà più lavorare nella scuola e che tutti i precari che non sono nelle Gae sono tagliati fuori definitivamente dalla scuola. In particolare, su questo punto, si annuncia un concorso da 60 mila posti entro il 2015 per quanti siano rimasti fuori dal piano straordinario di assunzioni, limitato ai soli abilitati. Allo stesso modo, «non» è vero che dopo tre anni il neoassunto possa essere licenziato: «il docente che non viene confermato in una scuola andrà a insegnare altrove nell'ambito di un territorio ristretto». Infine «non è vero» che ci saranno meno giorni di vacanza («il ddl non se ne occupa in alcun modo»), nè che quanti lavorano lontani da casa non potranno più sperare in un riavvicinamento, così come «non è vero» che con lo school bonus i privati possano cambiare l'offerta didattica perchè «non cambia la composizione» del consiglio di istituto.