29 marzo 2020
Aggiornato 15:00
Parlamento Donna

Mare Nostrum contrastava i trafficanti? Fuori i numeri

La deputata della Lega Nord Barbara Saltamartini chiede che siano portate alla luce del sole le cifre che riguardano il contrasto che l'operazione Mare Nostrum fece al business dei trafficanti, di cui poco si sa. Per essere più consapevoli, prima di attuare una nuova strategia d'emergenza.

ROMA - Si è molto parlato della missione Mare Nostrum, tanto quando fu istituita, quanto quando venne eliminata, ancora di più dopo il gravissimo naufragio che ha spinto l'Europa a riconsiderare le sue politiche migratorie. A riportarla agli onori delle cronache la deputata della Lega Nord Barbara Saltamartini, che ha presentato una interrogazione parlamentare proprio incentrata sulla tanto discussa operazione di salvataggio italiana.

L'effetto di Mare Nostrum nel contrasto al business dei trafficanti
«Alla missione militare navale nota come Mare Nostrum, avviata all'indomani della tragedia di Lampedusa, occorsa il 3 ottobre 2013, non era attribuito soltanto il compito di salvare la vita dei migranti clandestini in pericolo nel Mediterraneo, ma altresì quello di contrastare il fenomeno, procedendo all'arresto degli scafisti eventualmente trovati a bordo delle imbarcazioni in difficoltà ed al sequestro dei relativi natanti», ricorda l'interrogante. In effetti, Mare Nostrum fu molto criticata in sede italiana ed europea perché accusata di «favorire i trafficanti» e incentivarne il business; in realtà, parte della sua missione consisteva proprio nella cattura e nell'arresto dei trafficanti di esseri umani.

Si sa poco dell'aspetto della deterrenza
Per la deputata della Lega, però, «poco o nulla si sa dell'aspetto di deterrenza che la presenza delle navi della Marina militare nel canale di Sicilia avrebbe dovuto assicurare con la medesima intensità». E, per l'interrogante, non è questione di poco conto, dato che ci troviamo oggi a discutere, «anche a livello europeo, su cosa fare per indebolire la pressione migratoria gravante sul nostro Paese».

366 scafisti fermati. E poi?
Per questo, la deputata chiede ai ministeri competenti «quanti scafisti siano stati arrestati o tratti in stato di fermo dopo la tragedia di Lampedusa ed il conseguente avvio di Mare Nostrum; quanti degli scafisti arrestati o fermati siano stati condannati e per quali reati; quanti tra i condannati siano ancora nelle carceri italiane e quanti invece siano stati espulsi;  quanti tra arrestati e fermati fossero in possesso di un regolare permesso di soggiorno, quanti avessero ottenuto asilo politico e quanti fossero stati ospitati nei centri accoglienza; quante imbarcazioni siano affondate, quante siano state sequestrate e quante confiscate». Dati della Marina Militare parlano di 366 scafisti fermati con Mare Nostrum e di almeno 9 navi catturate. Eppure, per la deputata della Lega questi dati non bastano: per trovare una strategia  per gestire l'emergenza immigrazione, occorre prima avere tutti i numeri. Compresi quelli della tanto criticata prima e compianta poi operazione Mare Nostrum.

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