28 febbraio 2020
Aggiornato 07:30
Pd su Emergenza sbarchi

Pd: serve la solidarietà di tutta l'Europa, oggi solo 5 Paesi coinvolti

«Il blocco navale non si può fare. Serve solidarietà nell'accoglienza tra tutti i 28 paesi». Vincenzo Amendola, responsabile Esteri del Pd, si dice convinto che non si può pensare di fermare l'emergenza in atto solo in 5: tutta l'Ue deve collaborare ed essere solidale nell'accoglienza. «Bisogna potenziare la presenza dell'Europa sulle rotte che vengono da Niger e Sudan», spiega Amendola.

ROMA (askanews) - «Quello che noi chiederemo in Europa oggi è maggiore solidarietà nell'accoglienza dei migranti. Oggi i paesi coinvolti sono solo 5, tra cui l'Italia. I regolamenti di Dublino evidentemente non funzionano più. Questa solidarietà non deve essere solo per l'emergenza». Lo ha detto Vincenzo Amendola, responsabile Esteri del Partito Democratico, questa mattina ad Agorà, su Rai Tre.

No al blocco navale, avanti con solidarietà
«Il blocco navale non si può fare - ha spiegato -. Serve solidarietà nell'accoglienza tra tutti i 28 paesi, bisogna potenziare la presenza dell'Europa sulle rotte che vengono da Niger e Sudan. Sui 23mila arrivati in Italia dall'inizio di quest'anno, ci sono paesi dove ci sono delle guerre, e in base al diritto internazionale questi sono richiedenti asilo».

Tonini: Italia unita per ottenere aiuti Ue
Sempre dal Pd, ieri parlava Giorgio Tonini, vice presidente del gruppo del Pd al Senato, che a proposito dell'emergenza e della gestione da parte del govrno affermava: «E' positivo che il Parlamento oggi, attraverso un larghissimo voto, abbia deciso di sostenere l'impegno del presidente del Consiglio, Matteo Renzi, che domani sarà impegnato nel delicato Consiglio europeo che affronterà il drammatico tema dell'immigrazione dalla Libia. E' importante che l'Italia si presenti unita al fine di ottenere, in sede europea, che le responsabilità derivanti dall'emergenza degli sbarchi siano condivise all'interno dell'Unione».

Governo propone risposta efficace e condivisa
«E' necessario - ha aggiunto - individuare, attraverso un impegno politico e diplomatico, misure efficaci per impedire che tragedie come quelle di domenica, e purtroppo anche dei mesi scorsi, si ripetano. Il Pd è convinto che i quattro punti indicati oggi dal presidente del Consiglio, il rafforzamento delle operazioni europee come Triton e Poseidon, la lotta ai trafficanti con azioni mirate, l'adozione di pratiche che scoraggino le partenze, la presenza delle organizzazioni internazionali nei paesi a sud della Libia siano fondamentali e sufficienti per costruire una risposta efficace e condivisa. Per questo in nessuna delle risoluzioni approvate vi è alcun riferimento all'ipotesi di un blocco navale». «E' evidente - ha precisato Tonini - che in un eventuale futuro quadro di iniziativa Onu, nessuno può escludere la possibilità di iniziative che facciano riferimento agli articoli 41 e 42 della Carta delle Nazioni Unite, fermo restando che l'obiettivo dell'Italia non è l'intervento armato in Libia, ma la ripresa stringente e conclusiva del negoziato politico-diplomatico tra le diverse componenti della società libica, condotto dall'inviato dell'Onu Bernardino Leon».