17 ottobre 2019
Aggiornato 13:01
Anci sull'emergenza sbarchi

Sindaci: Comuni impegnati in prima linea, ma serve aiuto

La posizione dei sindaci sull'emergenza sbarchi è stata spiegata dal delegato Anci all'Immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Sul territorio, ha continuato Biffoni, che sostiene che esistono due grandi esigenze: accogliere chi fugge e garantire la sicurezza dei cittadini.

ROMA (askanews)«L'Anci e i sindaci italiani hanno fatto e fanno la loro parte in una situazione complessa come quella legata all'emergenza sbarchi, spesso lavorando in emergenza e con scarsità di risorse e strutture. Vogliamo continuare a farlo ma chiediamo un sostegno concreto a più organizzazione per accogliere dignitosamente tutte queste persone». La posizione dei sindaci sull'emergenza sbarchi è stata spiegata dal delegato Anci all'Immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni. Sul territorio, ha continuato Biffoni, «ci sono due grandi esigenze: da una parte accogliere le persone che fuggono da guerre e povertà e allo stesso tempo garantire la sicurezza e la convivenza con i nostri cittadini, già affaticati dalle tante difficoltà quotidiane. Per questo - ha rimarcato il delegato Anci - servono organizzazione e risorse affinché non ci si muova in regime di emergenza costante ma ci si organizzi con Regioni e prefetture, per capire in maniera strutturata dove allocare i migranti e come alleggerire le loro presenze laddove risultano già pesanti». E sul coinvolgimento dell'Europa il sindaco di Prato è netto: «E' impensabile che siano solo cinque nazioni ad occuparsi della prima accoglienza. L'Europa deve intervenire al più presto».

Non si resta indifferenti
Il naufragio di sabato nel canale di Sicilia «è solo l'ultimo drammatico episodio di una lunga serie a cui non possiamo restare indifferenti. I Comuni sono impegnati in prima linea, sempre a disposizione pure con risorse e strutture limitate, ma non può bastare: nell'ottica dell'accoglienza serve un impegno preciso e concreto della comunità internazionale», ha dichiarato il sindaco di Cagliari e vicepresidente Anci Massimo Zedda, che per oggi ha proclamato il lutto cittadino in ricordo «della tragedia più grave mai accaduta nel Mediterraneo». Al cordoglio sono seguite anche «dichiarazioni di diversi esponenti politici» che il sindaco di Cagliari non esita a giudicare come «vergognose» poiché volte solo «a speculare sulla morte di centinaia di uomini e donne. Di fronte a fatti di questa portata, che stanno continuando anche in queste ore, servirebbe ricordare quello che la Storia ha insegnato anche a noi italiani», ha chiosato Zedda.

Sindaci preoccupatissimi
«Le situazioni di emergenza immigrati del passato rischiano di essere un'inezia rispetto a quanto potrà accadere nei prossimo mesi. Il governo italiano prenda piena consapevolezza di quanto sta accadendo e la stessa cosa faccia l'Europa» ha aggiunto il sindaco di Brindisi Mimmo Consales commentando il naufragio di sabato nel canale di Sicilia. «Come sindaci siamo preoccupatissimi - ha chiarito Consales - perché ci sembra che la macchina organizzativa per far fronte agli sbarchi non sia pronta. Spero che non si sottovaluti quanto sta accadendo - conclude il sindaco di Brindisi - altrimenti ci troveremo di fronte a situazioni dieci volte più gravi di quanto accaduto negli anni Novanta sul versante adriatico».

Serve un'accoglienza vera e non demandata
«Siamo vicini alle famiglie delle vittime di questa ennesima tragedia nel Mediterraneo, ma quanto accaduto al largo delle coste libiche non può riguardare solo i sindaci, da sempre in prima linea, e le comunità chiamate a farsi carico dell'accoglienza: è un problema globale da affrontare in modo congiunto dallo Stato e dall'Europa» ha affermato Peppino Vallone, sindaco di Crotone e presidente di Anci Calabria, in merito al drammatico naufragio nel canale di Sicilia. «La comunità crotonese, avendo sul proprio territorio il centro di accoglienza Sant'Anna, il più grande di Europa, conosce bene - ha sottolineato Vallone - le difficoltà che si vivono nell'accogliere ed aiutare persone che scappano da guerre e persecuzioni, e che restano sempre esseri umani». Per il presidente di Anci Calabria, il problema degli sbarchi degli immigrati va comunque affrontato alla radice: «Serve un'accoglienza vera e non demandata alla solita emergenza, che ricade, per lo più, sulle comunità geograficamente più esposte: Italia ed Europa devono fare fronte comune».