17 ottobre 2019
Aggiornato 23:00

Per Renzi e i suoi l'Italicum va approvato, ma la minoranza non ci sta

Il testo frutto di lungo lavoro ascoltando tutte le anime ed è per questo che va approvato. Da Debora Serracchiani a Lorenzo Guerini, la maggioranza del Pd crede nel testo della legge elettorale ed è disposto ad arrivare alla fiducia se la minoranza si mostrerà inamovibile. Intanto Fassina e D'Attorre contestano: inammissibile ricatto.

ROMA (askanews) - «Immaginare di cambiare ancora la legge elettorale significa riportare la discussione al punto di partenza» e questo non avverrà perchè «per noi questa legge funziona e funziona bene, garantisce la governabilità, si sa chi vince e chi perde, ha il premio di maggioranza alla lista che è una spinta formidabile alla semplificazione del panorama politico». Lo ha detto, intervistato da Sky Tg24 sull'Italicum, il vice segretario del Pd Lorenzo Guerini. Insomma, la linea, nella giornata in cui Renzi riunisce, alla Camera, i deputati sulla legge elettorale, è «comprendere le ragioni di tutti ma valorizzare il lavoro fatto». 

Serracchiani: se non c'è accordo con minoranza, si va a fiducia
«Se le posizioni della minoranza rimarranno inamovibili non c'è alternativa alla fiducia», ha affermato il vicesegretraio del Pd, Debora Serracchiani. La resa dei conti con Area dem, ha assicurato Serracchiani, «non è l'intenzione di Renzi e della maggioranza del Pd. Considerare questo passaggio come una sfida non serve al Paese. L'Italicum è il frutto del lungo lavoro fatto anche nel partito per accogliere i contributi della minoranza oltre che di altre forze politiche».«A volte - ha aggiunto - si ha l'impressione che, recepite le richieste, si sposti l'asticella più in là per cercare quasi la rottura o farne un punto di principio». Ma«adesso è arrivato il tempo delle decisioni». Su un eventuale appoggio di Forza Italia nel voto alla legge Serracchiani ha chiarito che «noi pensiamo di avere i numeri sufficienti. Certo mi auguro sempre che FI torni sui propri passi».

Bianco: approvare la legge per cambire 
«Dopo molti, troppi anni, abbiamo finalmente la possibilità di cambiare la legge elettorale, uno degli strumenti essenziali della nostra democrazia. Non gettiamo via questa opportunità». E' quanto afferma Enzo Bianco, sindaco di Catania e presidente Liberal Pd. «L'Italicum, così come viene presentato oggi - sostiene Bianco - è l'alta sintesi di un lungo e complesso lavoro del premier Renzi, che ha ascoltato prima di tutto la voce e le istanze del Partito Democratico e delle sue differenti anime. La proposta di riforma che ne è derivata garantisce rappresentatività e governabilità, insieme ad un grande impulso per la semplificazione del panorama politico. Le proteste degli irriducibili dell'ultima ora, soprattutto quando vengono dallo stesso Partito Democratico, sono chiaramente pretestuose - conclude il presidente dei Liberal Pd - e non possono bloccare il processo di modernizzazione di cui il nostro Paese ha assoluto bisogno».

Fassina: minaccia fiducia inaccettabile
Intanto la minoranza del Pd non ci sta. L'assenza di dialogo e le parole del premier non aiutano a distendere i toni, che, anzi, sembrano farsi sempre più cupi. Stefano Fassina, esponente delle minoranze del Pd, commenta le parole di Matteo Renzi, secondo il quale se l'Italicum non verrà approvato, sarà costretto a salire al Colle per rassegnare le dimissioni, e afferma che «Quello di Renzi è un bluff scadente»«Il messaggio in campo è: dopo l'approvazione della legge elettorale elezioni prima possibile, cioè a primavera 2016 - dice Fassina a poche ore dalla riunione del gruppo parlamentare Pd che deciderà sul voto dei deputati democratici all'Italicum -. Le dimissioni sulla legge elettorale che è materia di livello costituzionale sono incomprensibili e votare con il Consultellum sarebbe lo scenario peggiore possibile per Renzi. Quindi considero le sue parole un bluff, sia perché in quel caso si dovrebbe votare con il Consultellum che non piace al premier, sia perché le dimissioni per un eventuale modifica della legge elettorale sono un assoluta forzatura». Fassina contesta, inoltre, la possibilità che si arrivi a porre la fiducia, gesto inaccettabile. 

D'Attorre: se l'Italicum non cambia, minoranza non vota
«Se non ci saranno novità, oggi alla riunione dei gruppi tutta la minoranza credo voterà contro la relazione di Renzi». Lo ha affermato in una intervista a La Stampa il deputato bersaniano Alfredo D'Attore, in riferimento alla legge elettorale. «immagino che l'ala più dialogante farà un supplemento di riflessione. Io sono convinto che dobbiamo essere coerenti con l'impegno preso. Si tratta di una materia di rango costituzionale, su cui non può esserci una rigida disciplina di partito: se non c'è condivisione, ognuno deve essere coerente con i propri convincimenti». Lo sottolinea sulla legge elettorale. «Abbiamo detto in tutte le salse che l'Italicum così com'è non è votabile - ha detto D'Attorre- e sarebbe poco comprensibile se tutto si risolvesse con una ritirata». Per il deputato l'ipotesi fiducia è «impossibile» ed è «grave anche solo il fatto che se ne parli».