19 giugno 2021
Aggiornato 05:00
La presidente della Camera sulla legge elettorale

Boldrini: «Sull'Italicum sono flessibile»

Le opposizioni - Forza Italia, Sel, M5S e Lega - sono d'accordo: serve più tempo per valutare la legge elettorale. La calendarizzazione è prevista per il 27 aprile, ma anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, si dice disponibile a una maggiore flessibilità.

ROMA (askanews) - Le opposizioni - Forza Italia, Sel, M5S e Lega - sono d'accordo: serve più tempo per valutare la legge elettorale. La calendarizzazione è prevista per il 27 aprile, ma anche la presidente della Camera, Laura Boldrini, si dice disponibile a una maggiore flessibilità.

LE OPPOSIZIONI CHIEDONO IL RINVIO - Forza Italia, Sel, M5s e Lega hanno chiesto durante la Conferenza dei capigruppo di Montecitorio che la legge elettorale non approdi in Aula il 27 aprile ma slitti al mese di maggio, oppure a giugno. La presidente della Camera, Laura Boldrini, ha risposto che al momento la calendarizzazione dei provvedimenti non cambia, ma che la richiesta sarà valutata con molta attenzione e la vicenda seguita con adeguata flessibilità, con aggiornamenti anche sulla base dei lavori della commissione. Le opposizioni hanno motivato la richiesta del rinvio dell'esame dell'Italicum anche con la necessità di avere il tempo necessario per esaminare il Def (che dovrà essere sottoposto alle autorità europee entro il 30 aprile). Dal canto suo, invece, il Pd, con il capogruppo Roberto Speranza, ha invece ribadito l'opportunità di rispettare il calendario stabilito con l'approdo in Aula il 27 aprile, auspicando un clima migliore.

BRUNETTA: ABBIAMO BISOGNO DI TEMPO PER IL DEF - «Abbiamo chiesto, con tutte le opposizioni, di spostare la calendarizzazione della riforma elettorale in Aula per il mese di maggio, oppure, su mia proposta, contingentata direttamente a giugno, per avere tempi certi", ha detto Renato Brunetta, presidente dei deputati di Forza Italia, parlando con i giornalisti al termine della capigruppo di Montecitorio. «Questo per la concomitanza del Def che arriverà in Parlamento la prossima settimana, semmai il governo lo approverà domani o se avrà un testo da inviare alle Camere, visto che di solito il governo approva le copertine ma non i contenuti - osserva Brunetta -. Con questa concomitanza, i giorni che si dovranno utilizzare per una serie di adempimenti istituzionali, non sembra proprio possibile andare in Aula a fine mese con la riforma elettorale. Sarebbe assolutamente, è stato ribadito, disdicevole per il clima che si andrebbe a creare, con un contingentamento conflittuale nel mese di maggio».

LA RISPOSTA DELLA BOLDRINI È STATA INCORAGGIANTE - «Sono state fatte varie proposte come quella per esempio di avere tempi certi e contingentati direttamente a giugno, quindi da questo punto di vista nessuna prassi dilatoria - prosegue il capogruppo azzurro -. La risposta della Boldrini è stata incoraggiante, nel senso che ha detto che forse è prematuro decidere ora una modifica del calendario, che però si dovrà procedere step by step facendo intendere che il calendario non è ancora chiuso. Su questo si è chiusa la discussione, su questo punto. Ci auguriamo che il governo ci ripensi e non vada avanti perché rischia di andare a sbattere. Anche sul tema della questione di fiducia, pensiamo che evocarla sulla legge elettorale, replicando legge Acerbo e legge Truffa, sembrerebbe assolutamente non adatto ai tempi che viviamo. Quindi da questo punto di vista la risposta della presidente Boldrini - magari questa mia valutazione farà infuribondire Renzi e compagni - è stata una risposta, come dire, incoraggiante", ha concluso Brunetta.