Per la Lega le sanzioni alla Russia sono state un errore grave dell'Europa

Divina: Renzi si è accodato alla Merkel e ora arranca per riparare i danni

Renzi da Putin, per parlare di rapporti con l'Europa, crisi ucraina e guerra al terrorismo. Eppure, per il senatore LN Sergio Divina, il premier, sull'importanza della Russia, si è «svegliato» troppo tardi: le sanzioni hanno danneggiato solo l'Italia, e ci hanno fatto rischiare un embargo sull'energia. In più, con il veto in Consiglio di Sicurezza, Putin può decidere su quanto avverrà in Libia.

MOSCA – Questa volta, a incontrare Putin non è il leghista Matteo milanese, ma il Matteo premier. Dopo l’incontro a Kiev con il presidente ucraino Poroshenko, Renzi si è recato in visita diplomatica a Mosca, per parlare di rapporti tra Russia e Europa, crisi ucraina e lotta al terrorismo. In effetti, l’omonimo e principale oppositore del Presidente del Consiglio è da tempo che afferma di volere al proprio fianco, come alleato principale contro il fondamentalismo, la Russia di Putin. Che cosa ne penserà, dunque, la Lega della mossa di Renzi, giunta mentre Germania e Stati Uniti paventano altre sanzioni? A rispondere al DiariodelWeb.it è il senatore del Carroccio Sergio Divina, Vicepresidente della Commissione permanente Difesa, che non ha dubbi: Renzi si è svegliato troppo tardi. «La posizione del premier è di ambiguità: lui ha accettato tutti i diktat sostanzialmente introdotti dagli Usa e fatti propri da Merkel e dalla Comunità europea nei confronti della Russia», osserva il senatore.

DIVINA: LE SANZIONI HANNO PENALIZZATO SOLO NOI - Divina rivendica il tempismo, del tutto isolato, della Lega, nel sollevare questioni importanti: «Primo, le sanzioni imposte non hanno penalizzato la Russia, ma hanno penalizzato noi, i nostri produttori e i nostri settori di export – tutta la gastronomia che si esportava verso la Russia –; quindi: non si fanno  sanzioni quando il sanzionato non viene toccato, ma è chi sanziona che ne paga le conseguenze», sottolinea Divina. «Secondo, abbiamo a 200 km una propaggine del Califfato, con il rischio che con l’immigrazione arrivi chiunque. Insomma: un rischio alle porte, con una guerra dichiarata da parte loro nei nostri confronti, e una Russia praticamente ferma», spiega il senatore. «Una Russia che si sente allontanata dall’Europa, con l’Italia che fa parte del blocco che la allontana, e che può diventare una delle forze militari più importanti – visto che hanno i ceceni e sono abituati a agire sul fronte della repressione del terrorismo –, ma che non si muove perché l’Europa le impedisce di fare squadra con noi».

QUESTIONE LIBIA: VETO RUSSO FONDAMENTALE NEL CONSIGLIO DI SICUREZZA - E’ dunque la questione Libia, per Divina, a interpellare ancora di più la necessità di un cambio di strategia con la Russia di Putin: «Si dice che in Libia si interverrà solo sotto l’egida Onu. Benissimo, ma non si può trascurare la Russia come membro del Consiglio di Sicurezza, per di più con diritto di veto. Se Putin vieta l’intervento, nessuno potrà fare nulla a livello di Onu». Nessun appoggio, dunque a Renzi: «Tutto questo, che fino a ieri è stato incentivato, e con l’ultimo incontro di cortesia si vorrebbe cancellato. E invece non si cancella così», sottolinea Divina. «Si cancella se fai atti conseguenti, ti dissoci da quello che è stato fatto, revochi il nostro embargo nei confronti della Russia».

DIPENDENZA ENERGETICA DA MOSCA - Anche perché, sottolinea il senatore, vi è un altro tema caldo di cui tenere conto: l’energia. «L’approvvigionamento energetico italiano sull’Algeria non ha subito contraccolpi, quello che importavamo dalla Libia si è ridotto a un terzo, il 49% lo importiamo dalla Russia. E se la Russia decidesse di chiudere i rubinetti, per noi sarebbe un brutto affare». Perciò, afferma Divina, «abbiamo 1001 buone motivazioni per tenere a quel Paese con una certa attenzione, e non accantonandolo perché gli americani hanno interesse a tenere la Russia il più lontano possibile dalla Comunità europea».

ALTRO CHE TTIP, CI SAREMMO DOVUTI ACCORDARE CON LA RUSSIA - Proprio a questo proposito, per l’Europa sarebbe stato meglio accettare la proposta di Putin di stringere accordi economici con la Russia, piuttosto che siglare il Ttip? «Per noi sì, sarebbe dovuta essere quella la direzione. L’ha dimostrato Matteo Salvini, che nei momenti di massima tensione ha pensato bene di fare due visite e (una terza la farà a breve) in Russia, facendo capire che non tutto il nostro Paese è schierato secondo le risoluzioni, ma una grossa parte di Paese si dissocia, motivo per cui la Russia nei nostri confronti non ha mai utilizzato il pugno di ferro e le ritorsioni che avrebbe potuto usare. Avrebbe potuto rispondere al nostro embargo con un altro embargo sui prodotti energetici, e sarebbe stato un disastro, per noi», risponde Divina.

LA MORTE DI NEMTSOV? NON SI SA COSA SIA ACCADUTO - Ma è cambiato qualcosa con l’uccisione del leader dell’opposizione a Putin Boris Nemtsov? La domanda è d’obbligo, e Divina non si sottrae dal rispondere. «Non credo, anche perché è difficile capire concretamente cosa succeda in quel Paese. C’è un’informazione che non è delle migliori, e, non essendo libera, tutto quello che trapela e che si può sapere è quello che si vuole far sapere. In più, c’è anche un vecchio sistema di Kgb diffuso,  per cui quello che appare potrebbe essere fatto da una persona per attribuire la responsabilità a un’altra. Prima di attribuire la responsabilità a qualcuno, bisogna aspettare un bel po’, perché è un mondo molto diverso dal nostro, che non gode di libertà di parola e informazione», conclude Divina. In ogni caso, il messaggio della Lega è chiaro: se Renzi davvero si è accorto dell’importanza strategica della Russia, se n’è accorto troppo tardi. E, soprattutto, a tale «risveglio» – tale, almeno, secondo la Lega – dovranno seguire azioni forti: in primis, la revoca delle sanzioni. Azioni che, almeno per il momento, appaiono del tutto improbabili da parte del nostro esecutivo.