15 settembre 2019
Aggiornato 15:30

Fitto sfida Berlusconi:«Fuori Brunetta e Romani»

Sembra arrivato il momento della resa dei conti dentro Forza Italia. Di certo, il clima continua a essere molto agitato. A parlare è proprio il leader dei frondisti, Raffaele Fitto, che è tornato a farsi sentire chiedendo le dimissioni di Brunetta e Romani, l'azzeramento di tutte le cariche e anche le primarie del partito.

ROMA - Sembra arrivato il momento della resa dei conti dentro Forza Italia. Di certo, il clima continua a essere molto agitato. A parlare è proprio il leader dei frondisti, Raffaele Fitto. «Siamo in 40, tra deputati e senatori di Forza Italia, a perseguire la nostra battaglia e ad aver votato contro la riforma elettorale e le riforme costituzionali», ha dichiarato l'eurodeputato forzista, durante la trasmissione 'Effetto Notte le notizie in 60 minuti' di Roberta Giordano su Radio 24. Fitto é considerato il dissidente numero uno della linea di Silvio Berlusconi e del patto del Nazareno, ed è tornato a farsi sentire, in una conferenza stampa, all'indomani della gestione della trattativa per il Quirinale che ha visto Forza Italia subire la candidatura di Sergio Mattarella da parte del premier Renzi, chiedendo le primarie e l'azzeramento di tutte le cariche. Ha ribadito con forza il suo pensiero anche ad Agorà, su RaiTre, e alla trasmissione radiofonica «Radioanch'io».

BERLUSCONI È UN'ICONA, MA LA SUA LEADERSHIP È IN DISCUSSIONE - «Il tema è la linea politica, è la battaglia per le idee nelle quali noi crediamo», spiega il forzista. «La riforma elettorale è stata un suicidio politico in diretta, per il merito e per il metodo con i quali è stata approvata. Abbiamo votato contro le riforme costituzionali non perché siamo contro le riforme, ma perché dentro quel provvedimento non c'è nulla che possa lontanamente apparire vicino alle tesi che noi per vent'anni abbiamo sostenuto». E alla domanda se la leadership di Berlusconi sia ancora vincente, visto che i "frondisti" chiedono le primarie, l'ex governatore della Puglia ha risposto: «Berlusconi è un'icona. E quindi non è che si mette in discussione l'icona. Si mette in discussione tutto ciò che si fa». Però poi ha aggiunto, lasciando aperte le più svariate interpretazioni: «Serve che la classe dirigente di Forza Italia non sia nominata, ma eletta dal basso. Bisogna recuperare temi, argomenti che diano risposte a milioni di elettori. Questa è la battaglia da condurre. Chi condurrà il partito lo vedremo. Mi auguro che ci saranno delle primarie, non c'è altro strumento».

È LA RESA DEI CONTI: ABBIAMO SBAGLIATO TUTTO -«Non possiamo far finta di non vedere ciò che è accaduto. Abbiamo sbagliato tutto in questa fase, non abbiamo indovinato un solo passaggio politico. Peraltro c'è stato chi ha cercato di far notare gli errori che si compivano. Penso alla legge elettorale: approvarla con quel metodo, con quei tempi e con quel contenuto, penso sia stato un suicidio politico rispetto anche ai passaggi successivi", ha argomentato il suo pensiero Raffaele Fitto, intervenendo anche ad Agorà, su Rai3. «Abbiamo sbagliato a cedere. Se Renzi ha posto dei diktat e ha modificato in modo unilaterale la legge elettorale e la riforma costituzionale, noi abbiamo sbagliato a non spostare la discussione nel merito. Sono molto preoccupato del fatto che ci sia una legge elettorale che non ha niente a che vedere con gli obiettivi di partenza di Forza Italia. Anche sulle riforme costituzionali non c'è una contrarietà, ma questa riforma costituzionale trasforma il Senato in un dopo-lavoro per i consiglieri regionali, non superando il bicameralismo. Allora perché non prendere in considerazione la nostra proposta che sopprime in modo secco il Senato e che mette nelle condizioni per avere un monocameralismo netto?». Fitto non ha mostrato dubbi, «bisogna entrare nel merito».

BISOGNA ACCETTARE LE DIMISSIONI DI BRUNETTA E ROMANI - L'eurodeputato è intervenuto anche durante la trasmissione "Radioanch'io" ed ha ribadito quanto già preannunciato altrove, ma questa volta ha chiamato in causa anche i suoi ex alleati forzisti. "Bisogna prendere atto che si è sbagliata completamente la linea politica, non si può avere una posizione un giorno e quello dopo averla completamente diversa, bisogna aprire un confronto molto chiaro» e ha sottolineato con forza che le dimissioni dei capigruppo (presentate ma non accolte da Silvio Berlusconi) Paolo Romani e Renato Brunetta debbono essere accettate. Berlusconi, che si era visto recapitare le lettere di dimissioni di tutto il vertice di Fi, le aveva appunto rifiutate e rinnovato ai forzisti la sua fiducia. Fitto torna quindi sulla questione, e oltre alle dimissioni dei capigruppo della Camera, chiede le primarie e il rinnovo di tutte le cariche. La sfida che il giovane delfino ha lanciato al suo leader - l'esilio di Brunetta e Romani - non potrà essere accolta pena lo sgretolamento inarrestabile del partito, ma è altrettanto vero che il frondista continuerà a dare del filo da torcere e, soprattutto in un momento così delicato per la sopravvivenza di Forza Italia, i risvolti della dissidenza potrebbero essere come mai prima d'ora davvero imprevedibili.