24 ottobre 2020
Aggiornato 04:30
Parla il nemico numero uno della cupola romana

Assessore Cutini: «Hanno fatto di tutto per farmi fuori»

Nelle intercettazioni sulla mafia capitolina l'assessore alle Politiche Sociali del comune di Roma, Rita Cutini, viene definita, da Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati al vertice dell'organizzazione criminale, «innavvicinabile». L'assessore Cutini: «La Cupola contro di me».

ROMA - Nelle intercettazioni sulla mafia capitolina l'assessore alle Politiche Sociali del comune di Roma, Rita Cutini, viene definita, da Salvatore Buzzi, braccio destro di Massimo Carminati al vertice dell'organizzazione criminale, «innavvicinabile». Ancora: «con la Cutini siamo proprio messi male».

LA BUONA AMMINISTRAZIONE CONTRO LA CRIMINALITÀ - Docente al corso di laurea per assistenti sociali all'università Roma Tre, proveniente dall'esperienza sul campo della Comunità di Sant'Egidio, chiamata dal sindaco Marino a far parte della sua giunta come indipendente, parla, ai microfoni di Radio vaticana, di criminalità e immigrazione: «Non è stato il tema dell'immigrazione, è stato un approccio emergenziale a questo tema, che ha creato questi spazi. Bisogna passare da un approccio emergenziale ad un approccio ordinario, ad un approccio di sistema rispetto a questi temi. L'ho pensato spesso e l'ho portato avanti su un piano di regolarità amministrativa, di buona amministrazione. Questo percorso di buona amministrazione chiude anche, però, le porte, gli spazi, le possibilità per chi invece ha degli intenti criminosi».

LA CUPOLA CONTRO DI ME - La stessa assessore Cutini, in un'intervista pubblicata da Avvenire, ha parlato della indagine «seria e approfondita» della procura di Roma guidata da Giuseppe Pignatone: «Inizialmente mi sono un po' sentita come Alice nel Paese delle Meraviglie. Convinta di combattere una battaglia politica, anche aspra, preparata a dover contrastare nel mio cammino interessi più o meno nobili. Ma mai avrei potuto pensare di trovarmi al crocevia di traffici e manovre di una vera e propria cupola mafiosa». E ancora, nell'intervista pubblicata dal quotidiano Cei in prima pagina e intitolata «Mafia Capitale, Cutini: La Cupola contro di me»: «Talvolta ho avvertito un senso di solitudine. Ho pensato che fossero dinamiche politiche, di potere, magari non belle ma fisiologiche, dovute anche al fatto che non sono legata a nessun partito. Ora che conosco questi fatti, comincio a pensare, con tutte le cautele del caso, che può esserci regia dietro gli attacchi contro di me».

LA SPIA: L'IMMOTIVATA POSSIBILITÀ DI USCIRE- Pretendiamo di saperne di più. Cutini sorride: «Non sono un magistrato né un investigatore. Ho solo messo in relazione l'inizio di una campagna contro di me con alcune mie decisioni all'interno dell'assessorato. Era una campagna di delegittimazione strisciante, nessun attacco frontale. Ma ogni volta che si parlava di rimpasto al Comune di Roma, sui giornali il primo nome che compariva come assessore uscente era sempre il mio. E le critiche non avevano mai collegamenti con fatti reali o possibili errori che abbia potuto commettere».