19 settembre 2018
Aggiornato 20:00

Mafia Capitale, 18 anni al "Ras delle coop" Buzzi, 14 a Carminati. Riconosciuta l'aggravante mafiosa

Le condanne dei giudici del tribunale di Roma nell'ambito del processo Mafia Capitale-Mondo di Mezzo. Torna l'aggravante mafiosa
I giudici del tribunale di Roma leggono la sentenza di Mafia Capitale
I giudici del tribunale di Roma leggono la sentenza di Mafia Capitale (ANSA/ MASSIMO PERCOSSI)

ROMA - I giudici del tribunale di Roma hanno condannato a 18 anni e 4 mesi il cosiddetto "Ras delle cooperative", Salvatore Buzzi, nell'ambito del processo Mafia Capitale-Mondo di Mezzo. Nei confronti di Massimo Carminati, già terrorista dei Nar, è stata adottata una pena di 14 anni e sei mesi. I giudici del tribunale di Roma hanno riconosciuto anche l'accusa di mafia, articolo 416 bis del Codice di procedura penale, per i principali imputati del processo. La sentenza emessa dalla Corte d'appello riduce in parte le condanne complessive nei confronti dei 43 imputati, ma riporta indietro l'orologio ribadendo l'accusa di 416 bis. 

Raggi: "Crimine e politica corrotta ha devastato Roma"
"Abbiamo sempre detto che le sentenze vanno rispettate" ha commentato il procuratore aggiunto Giuseppe Cascini, in aula insieme al pm Luca Tescaroli in applicazione ai sostituti procuratori generali Antonio Sensale e Pietro Catalani. "Lo abbiamo fatto in primo grado e lo faremo anche adesso. La Corte d'appello ha deciso che l'associazione criminale che avevamo portato in giudizio era di stampo mafioso e utilizzava il metodo mafioso. Era una questione di diritto che evidentemente i giudici hanno ritenuto fondata». La sindaca di Roma in aula per la sentenza non sta nella pelle: "Questa sentenza conferma la gravità di come il sodalizio tra imprenditoria criminale e una parte della politica corrotta abbia devastato Roma" ha detto. "Conferma, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che bisogna tenere la barra dritta sulla legalità. E' quello che stiamo facendo e continueremo a fare per questa città e i cittadini".

La difesa: "Bruttissima pagina per la giustizia"
Arrabbiatissimo invece l'avvocato difensore di Salvatore Buzzi, Alessandro Diddi: "Quanto accaduto è grave, è un fatto assolutamente stigmatizzabile l'aver riconosciuto in questa roba la mafia. Vedo che per molti cittadini da oggi sia molto pericoloso vivere in Italia, è una bruttissima pagina per la giustizia del nostro Paese». Il penalista Diddi ha poi aggiunto: "Il collegio ha riconosciuto l'associazione di stampo mafioso, ma ha ridotto il trattamento sanzionatorio che era stato applicato in primo grado. Noi abbiamo da sempre sostenuto che il tribunale fosse andato con la mano pesante su diverse condotte, 416 bis è d'altra parte una differente qualificazione di un reato associativo, già riconosciuto in primo grado".

Un anno fa il primo grado
Era il 20 luglio 2017 quando si stabilì, per sentenza, che Mafia Capitale c'era. La Capitale per anni costretta sotto il giogo di Carminati & co. che cercavano, grazie a imponenti contatti politici, di accaparrarsi appalti facili. Il Tribunale di Roma in primo grado aveva condannato Massimo Carminati a 20 anni di reclusione e Salvatore Buzzi a 19. 11 invece quelli inflitti a Luca Gramazio, ex capogruppo del Pdl in Comune. Ma allora, un anno fa, era caduto quello che di fatto costituiva il nodo centrale dell'accusa, e cioè l'accusa di associazione mafiosa a 19 imputati, tra cui i presunti capi, Carminati e Buzzi appunto. Sentenza dunque ribaltata.