29 agosto 2025
Aggiornato 05:30
Il premier durante la question time alla Camera

Renzi: «La Lega gioca sulla paura, noi facciamo i fatti»

Renzi sottolinea di essere disponibile a discutere di tutto, ma senza terrorismo mediatico. Ma il premier ne ha per tutti. Rivolgendosi a Brunetta, sottolinea che la situazione in cui ci troviamo con la Commissione Europea risale ai tempi del governo Berlusconi; e sulla definizione del piano Juncker come «presa in giro» non ci sta: è un primo, timido segno di direzione

ROMA - Stoccata contro la Lega del premier, Matteo Renzi, durante il question time alla Camera. Rispondendo a una interrogazione del capogruppo Massimiliano Fedriga, il presidente del Consiglio replica: «Ci sono vari modi per relazionarsi ai cittadini: da una parte ci sono quelli che puntano sulla paura e sul terrore del futuro e chi, consapevole dei problemi, dice che ce la possiamo fare. Siamo pronti a discutere di tutto ma senza fare terrorismo mediatico quella demagogia pura che alla fine si ritorce contro chi la fa».

LA SITUAZIONE IN CUI CI TROVIAMO RISALE AL GOVERNO BERLUSCONI - Ma Matteo Renzi riserva parole piccate anche al capogruppo di Forza Italia Renato Brunetta, a proposito delle politiche dell'Unione Europea. «La differenza tra noi e voi è che a voi tocca analizzare questi problemi dopo averli causati con l'azione del vostro governo, a noi tocca risolverli e lo faremo anche per voi». «Segnalo che la situazione in cui ci troviamo con la Commissione Europea risale al 2008: fu scelta dal governo di cui Brunetta faceva parte e fu confermato un presidente dello stesso gruppo di Brunetta», ovvero del Ppe.Quanto agli altri temi dell'interrogazione esposta durante il question time di Montecitorio, Renzi ha spiegato che «condividiamo il principio che la Ue ha già espresso con specifiche raccomandazioni alla Germania a ridurre i propri squilibri macroeconomici» a partire dal surplus commerciale. Ma è un tema che «è competenza della Commissione: faremo di tutto per andare nella direzione indicata, al di là dei toni e degli aggettivi usati da Brunetta per la Germania».

PIANO JUNCKER NON E' UNA PRESA IN GIRO - Infine, il piano Juncker, bollato come «una presa in giro» dal capogruppo di Forza Italia: «Noi non pensiamo il che piano Juncker possa essere etichettato così. Pensiamo sia un primo segno di cambio di direzione: ancora non sufficiente, timido, ma un primo passo».