8 aprile 2020
Aggiornato 18:30
Rifiuti

Discariche illegali, multa record all'Italia

La Corte europea di giustizia ha inflitto all’Italia una multa forfettaria di 40 milioni di euro per il mancato rispetto della normativa Ue in materia di gestione dei rifiuti e delle discariche a cui si aggiungeranno penalità fino a un massimo di 42,8 milioni per ogni semestre che passerà dalla sentenza fino alla messa in regola delle 218 discariche illegali presenti sul territorio italiano.

BRUXELLES - Il governo italiano ha fatto di recente dei progressi per quanto riguarda la conformità alle norme Ue delle discariche di rifiuti, ma sono ancora insufficienti, e comunque l'Italia dovrà sicuramente pagare la multa forfettaria da 40 milioni di euro che le è stata inflitta, con una sentenza emessa stamattina dalla Corte europea di Giustizia, per la violazione continuata delle direttive Ue sui rifiuti, nonostante una prima condanna della stessa Corte nel 2007.

Lo ha precisato oggi a Bruxelles il portavoce della Commissione europea per le Politiche ambientali, Enrico Brivio, rispondendo alle domande dei giornalisti durante il «briefing» di mezzogiorno dell'Esecutivo comunitario, e osservando poi che è solo sulla sanzione pecuniaria aggiuntiva da 42,8 milioni di euro a semestre che il governo potrà eventualmente ottenere una riduzione, proporzionale al numero di discariche messe a norma.

GALLETTI: COLLABOREREMO PER NON PAGARE - La precisazione risponde, indirettamente, alle dichiarazioni del ministro italiano dell'Ambiente, Gian Luca Galletti. «Andremo in Europa con la forza delle cose fatte, lavorando in stretta collaborazione con le istituzioni Ue, per non pagare nemmeno un euro di quella multa», aveva detto il ministro stamattina commentando la sentenza.

In realtà, la multa forfettaria da 40 milioni riguarda la situazione fino al 2013, e non c'è modo di ottenere sconti, ha confermato Brivio: «Le direttive sui rifiuti - ha sottolineato - sono state violate, e la somma forfettaria riguarda la violazione delle norme europee. Poi c'è la sanzione pecuniaria semestrale che continuerà ad applicarsi fino a che l'Italia non sarà conforme» alla legislazione Ue.

La sentenza prevede che Qquesta sanzione semestrale potrà essere ridotta di 200.000 euro per ogni discarica messa a norma, e di 400.000 per ogni sito contenente rifiuti pericolosi che sarà stato chiuso e bonificato. Per ottenre gli sconti, l'Italia dovrà inviare alla Commissione le prove dell'adozione di tutte le misure richieste per conformarsi alla sentenzza della Corte prima della fine di ogni semestre.

LE DISCARICHE NON CONFORMI SONO 218 - Quanto ai progressi recenti fatti dall'Italia, Brivio ha detto che «ci sono stati chiaramente alcuni miglioramenti, ma non sono abbastanza». Nel 2013, ha spiegato il portavoce, «la Commissione ha constatato che 218 discariche in 18 regioni italiane non erano in conformità con le direttive Ue sui rifiuti», ovvero che operavano senza un'autorizzazione. Inoltre, ha aggiunto Brivio, «16 siti tra questi 218 contenevano anche rifiuti pericolosi» che andrebbero invece trattati separatamente secondo un'altra specifica direttiva europea. Infine, sempre al 213, restavano «altri cinque siti che l'Italia non ha mai dimostrato di aver chiuso o riqualificato (al fine di rispettare le condizioni dell'autorizzazione, ndr), come richiedeva la direttiva Ue sulle discariche».

Su questo punto, il ministro Galletti aveva precisato che le discariche abusive erano ancora 218 nell'aprile 2013, la che nel frattempo sono state ridotte a 45 oggi, di cui 30 in corso di bonifica nelle regioni Abruzzo, Veneto, Puglia e Sicilia, mentre per i restanti 15 siti abusivi le bonifiche avverranno successivamente con un ulteriore stanziamento di 60 milioni di euro. L'Italia, ha detto ancora Brivio, dovrà «velocizzare i lavori per tutte le discariche ancora da bonificare. La Commissione - ha aggiunto - monitorerà e sosterrà tutti gli sforzi delle autorità italiane per dare esecuzione alla sentenza della Corte di Giustizia».

La Corte Ue ha puntualizzato, fra l'altro, ha ricordato il portavoce, che lo Stato deve garantire l'effetiva bonifica delle discariche abusive, e non limitarsi a chiuderle e coprirle di terra, o a confiscarle e a incriminare il gestore o il proprietario.

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