27 gennaio 2020
Aggiornato 15:30
Fassina e Boccia contro Renzi

«Non voteremo la fiducia al Jobs act»

L'esponente della minoranza Pd, Stefano Fassina, e il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio e deputato del Pd, Francesco Boccia, si dicono fermi nella posizione di non voler votare il testo del jobs act, qualora il presidnete del Consiglio non procedesse ad opportune e necessarie modifiche: «Non vogliamo rallentare le riforme, ma migliorarle».

ROMA - L'esponente della minoranza Pd, Stefano Fassina intervenendo ad Agora su Rai3, commenta gli ultimi sviluppi della situazione politica interna al Pd ed in particolare l'eventualità che il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, chieda la fiducia sul tanto discusso Jobs act. Dichiara Fassina: «Siamo andati in direzione, qualcuno ha parlato, anche se ha avuto poco senso, ma abbiamo voluto dare ancora una volta il nostro contributo per cercare di fare le riforme, ma di farle bene. La direzione deve essere un luogo per discutere, per confrontarsi e non per fare degli show. Abbiamo insistito sulle modifiche del Jobs Act che, così come è, rischia di aggravare solo la precarietà, oltre a portare gravi problemi di demansionamento». 

NON SIAMO GUFI, PENSIAMO ALLA RIFORMA - L'esponente della minoranza del Partito democratico continua il suo intervento attaccando la netta propensione del premier Renzi di escludere chi la pensasse diversamente da lui sulla riforma del Lavoro. Afferma in conclusione Fassina: «In questi ultimi mesi chi ha avuto posizioni diverse da Renzi è stato etichettato come gufo, come attento alla poltrona, mentre invece c'è solo la voglia di migliorare le riforme. Mettere una fiducia in bianco su una delega che riguarda i diritti fondamentali dei lavoratori diventa a mio parere un problema di rilievo costituzionale. In un clima così complicato come quello che stiamo vivendo sarebbe una forzatura, negare la possibilità di discutere allontana ancora di più dalle istituzioni i cittadini. Non voterò la fiducia su una delega in bianco. Noi non vogliamo rallentare le riforme, però vogliamo migliorarle». 

LA RESPONSABILITÀ DI FERMARE RENZI - A pensarla come Fassina è un altro esponente del Partito democratico, Francesco Boccia. Se il governo Renzi porrà alla Camera la fiducia sul testo del Jobs act così come è uscito dalla prima lettura al Senato Francesco Boccia non la voterà. Il presidente della commissione Bilancio di Montecitorio e deputato del Pd lo dice intervistato a SkyTg24. «Se Renzi mette la fiducia sullo stesso testo uscito dal Senato, cioè il testo Sacconi, e non lo modifica con la norma approvata nella direzione Pd sui licenziamenti disciplinari - ha spiegato Boccia - io non posso votarla, sarebbe un errore. Il mondo andrà avanti ma nella vita bisogna assumersi responsabilità». Qaunto ai tempi della delega sul lavoro, Boccia ha osservato: "Renzi ha il timone e dà le indicazioni e alla fine il Parlamento le seguirà ma credo che sarebbe opportuno prima stanziare un po' di soldi con la legge di stabilità, approvarla alla Camera alla fine di novembre, e poi passare al Jobs act approvandolo a dicembre".