17 gennaio 2022
Aggiornato 20:30
Renzi ammonisce l'Europa

Il premier: «Noi in ritardo, ma l'Europa anche di più»

Il presidente del Conisglio è a Bruxelles, dove, in occasione della discussione sulla situazione economica al Consiglio europeo, ha parlato agli altri capi di Stato e di governo dell'UE. Il Premier comunica agli altri leader europei che l'Italia è consapevole dei propri problemi e del ritardo accumulato nell'attuazione delle riforme, ma nel resto dell'Europa si sottovaluta la portata della crisi.

BRUXELLES - Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, è oggi a Bruxelles, dove, in occasione della discussione sulla situazione economica al Consiglio europeo, ha parlato agli altri capi di Stato e di governo dell'Ue. Il premier comunica agli altri leader europei che l'Italia è ben consapevole dei propri problemi e del ritardo accumulato nell'attuazione delle riforme, che adesso sta accelerando, ma nel resto dell'Ue si sottovaluta la portata europea della crisi e della mancata ripresa, minata dall'austerità praticata nell'Eurozona, mentre gli Stati Uniti e il resto del mondo stanno crescendo per aver fatto gli investimenti.

L'ITALIA E LE RIFORME - Fonti europee riferiscono che, durante il suo intervento, il premier ha esordito citando tutte le riforme in corso in Italia: la riforma del mercato del lavoro che ha già passato l'esame di una delle camere, la riforma della Pubblica Amministrazione che, ha detto, sta andando nella giusta direzione, le riforme della Giustizia, quella fiscale. Renzi ha riconosciuto la responsabilità dell'Italia nel ritardo accumulato in passato, che va assolutamente recuperato, secondo il premier. Allo stesso, tempo, però, Renzi si dice preoccupato non solo per l'Italia, e di avere l'impressione che vi sia una sottovalutazione della gravità della crisi in Europa. L'Italia, consapevole della sua situazione difficile, farà il suo lavoro, ma l'Ue nel suo insieme dovrebbe capire che il resto del mondo sta crescendo. Gli Stati Uniti hanno praticato una politica di investimenti che - osserva il premier -, in Europa può non piacere, ma che ha impresso una svolta alla loro economia. Il presidente del Consiglio italiano ha poi ricordato che i paesi Ue non membri dell'euro hanno in media tassi di crescita più alti rispetto agli altri.

CAMBIAMO LA POLITICA UE, NON PENSIAMO ALLO 0,1% - Il premier ha posto attenzione anche alle difficoltà legate alle proteste di milioni di persone contro le riforme che sta perseguendo, oltre alle manifestazioni di dissenso anche all'interno del proprio partito. Ha insistito poi, Matteo Renzi, sul concetto che bisogna ripensare l'approccio e la politica dell'Ue, e non preoccuparsi del parametro dello 0,1%, ma di quali siano le 'circostanze eccezionali' che stiamo affrontando e di quali siano le riforme strutturali da attuare. La crisi, ha concluso, è più profonda di quanto si ritenga e le politiche d'austerità stanno minando la ripresa economica.