13 agosto 2020
Aggiornato 07:30
Immigrazione, Brexit, banche, energia e altro ancora

Vertice Ue, gli 8 punti fondamentali di cui si parlerà tra oggi e domani

Si svolge oggi, a partire dalle 16, e venerdì mattina, fino alle 13, l'ultimo Consiglio europeo del 2015, e uno dei pochi già programmati da tempo e non convocati d'urgenza per far fronte alle diverse crisi che sta affrontando l'Ue

BRUXELLES - Si svolge oggi, a partire dalle 16, e venerdì mattina, fino alle 13, l'ultimo Consiglio europeo del 2015, e uno dei pochi già programmati da tempo e non convocati d'urgenza per far fronte alle diverse crisi che sta affrontando l'Ue. Il vertice sarà dedicato in gran parte, ancora una volta, alla crisi migratoria. Il presidente del Consiglio italiano, Matteo Renzi, arriverà alla riunione dopo aver partecipato al tradizionale pre-vertice dei leader appartenenti al Partito dei Socialisti europei (Pse) e dopo un incontro bilaterale con il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, e uno con il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz.

Immigrazione
Sul tema dell'immigrazione, la discussione fra i capi di Stato e di governo sarà focalizzata su tre punti: l'attuazione concreta, che continua a essere carente, delle misure già concordate finora; il controllo delle frontiere esterne dell'area Schengen, su cui c'è oggi un'enfasi molto maggiore che in passato; e il nuovo pacchetto di misure presentate ieri dalla Commissione europea, in particolare per quanto riguarda la proposta di creare un vero e proprio corpo europeo di guardacoste e guardie di frontiera, in grado di intervenire ai confini esterni di Schenghen in caso di crisi mal gestita dallo Stato membro responsabile (e anche in assenza del suo consenso).

Nodo sistema Dublino
Nonostante il fatto che nella bozza di conclusioni questo punto sia appena menzionato, è proprio sulle guardie di frontiera «federali» che potrebbe esserci la discussione più accesa, viste le implicazioni pesanti in termini di cessione di sovranità in un campo tradizionalmente di esclusiva competenza nazionale. Per l'Italia, ed è quello che probabilmente dirà Renzi, il problema non è tanto se si debba o no operare questo trasferimento di sovranità all'Ue, ma il contesto in cui questo avverrebbe: la «federalizzazione» sarebbe accettabile e positiva se, oltre che riguardare l'arrivo dei migranti alle frontiere esterne, fosse applicata anche nella successiva fase della gestione dei flussi di rifugiati, che oggi è ancora governata dalla logica dell'"ognuno per sé» del regolamento di Dublino. Dunque, bene guardacoste e guardia di frontiera dell'Ue, ma si faccia anche una riforma profonda del sistema di Dublino, a partire dalla proposta in questo senso che la Commissione europea dovrebbe presentare a marzo.

Negoziato sul Brexit
In serata, durante la cena, verrà affrontata la questione del negoziato con il Regno Unito (la cosiddetta «Brexit»), ormai matura per essere discussa dal Consiglio europeo, dopo la lettera con cui il premier britannico David Cameron ha precisato i punti su cui chiede di modificare le regole comunitarie attuali come altrettante condizioni per restare nell'Ue. La questione più difficile da risolvere, in questo contesto, è la richiesta inglese di sospendere per i primi quattro anni il welfare e tutti i benefici sociali per i cittadini dell'Ue che risiedono e lavorano nel Regno Unito, con una pesante (e inaccettabile) discriminazione nei loro riguardi, rispetto ai britannici.

Unione bancaria
Venerdì mattina, l'agenda prevede innanzitutto una discussione sullo stato dell'unione bancaria: c'è ancora da sciogliere il nodo del suo terzo e ultimo pilastro, quello della garanzia europea per i depositi, dopo il completamento della sorveglianza bancaria unica e del sistema unico di risoluzione delle crisi bancarie. Sulla garanzia dei depositi, le posizioni restano lontane fra chi, come l'Italia, è favorevole a procedere il più rapidamente possibile, e chi, come la Germania, continua a frenare e a rimandare le decisioni da prendere.

Unione monetaria
Sempre in tema economico, ma con risvolti anche istituzionali, si parlerà poi del rapporto «dei cinque presidenti» (di Commissione Ue, Europarlamento, Consiglio europeo, dell'Eurogruppo e della Bce) sull'approfondimento dell'Unione monetaria, sapendo comunque che non si muoverà niente, su questo fronte, fino alla fine del 2016, dopo le elezioni politiche in Francia e in Germania.

Energia, terrorismo, Siria
L'ordine del giorno prevede poi diversi altri punti che verranno toccati velocemente e senza probabilmente grandi controversie, dallo sviluppo del mercato unico digitale all'Unione dell'energia, poi le questioni legate al terrorismo e infine un riferimento alla Siria, che potrebbe essere ampliato e diventare più «pesante» se nel frattempo vi fosse un accordo fra le parti in conflitto, anche per poi poter combattere più efficacemente l'Isis. Un punto fra questi che tuttavia potrebbe suscitare controversie è, nel contesto dell'Unione dell'energia, quello riguardante l'opportunità di raddoppiare il gasdotto Nord Stream, che porta il gas russo in Germania attraverso il mar Baltico, evitando il passaggio nei Paesi dell'Est Europa. Diverse delegazioni nazionali, compresa quella italiana, hanno sollevato la questione nelle scorse ore, e sottolineato che il raddoppio del gasdotto dovrà essere coerente con gli obiettivi di riduzione della dipendenza energetica e della diversificazione delle fonti e delle rotte, e rispettare i principi del mercato unico, ciò che verrà ribadito nelle conclusioni.

(Con fonte Askanews)