4 aprile 2020
Aggiornato 04:00
I favorevoli alla liquidazione anticipata

Diciamo sì a Renzi: Tfr in busta paga

Dopo la proposta del premier di mettere il Tfr in busta paga dal 2015, il mondo politico non ha esistato a schierarsi con o contro Renzi. Dalla sua parte ci sono Giacomo Portas (Pd), Raffaello Vignali (Ncd) e Corrado Passera.

ROMA - In Veneto hanno detto «NO» alla proposta del premier di mettere il Tfr in busta paga. Ma c'è anche chi apprezza e sostiene l'idea di Matteo Renzi. In particolare, Giacomo Portas del Pd e Raffaello Vignali del Ncd.

PORTAS: BENE RENZI, DOBBIAMO AUMENTARE I CONSUMI - «Il tfr in busta paga? Va tutto bene pur di aumentare i consumi. La carenza di spesa è il nostro vero male». Lo afferma il presidente della commissione di Vigilanza sull'Anagrafe Tributaria Giacomo Portas, eletto alla Camera nelle liste del Pd. «Senza ricette drastiche e alternative questo Paese non ripartirà mai - conclude Portas - E comunque, accanto al tfr in busta paga, serve che finalmente le banche varino una politica più espansiva del credito».

VIGNALI (NCD): OK AL TFR IN BUSTA PAGA, MA TUTELIAMO LE PMI - «Il Tfr in busta paga può essere una soluzione per ampliare il reddito disponibile delle famiglie, anche quelle che non ricevono il bonus di 80 euro, e rilanciare i consumi interni. Senza dimenticare che l'aumento dell'età pensionabile rende meno determinante il Tfr come seconda gamba del trattamento previdenziale». A dirlo è Raffaello Vignali, responsabile Sviluppo Economico del Nuovo centrodestra, il quale però aggiunge: «Come sottolineato anche dalle organizzazioni delle piccole e medie imprese artigiane e del commercio, è assolutamente necessario evitare che una simile operazione si riveli l'ennesima tegola nei confronti delle Pmi, che rischierebbero di dover affrontare un enorme problema di liquidità».Quindi Vignali conclude: «Per questo motivo, oltre a garantire alle famiglie la piena facoltà di scegliere e la volontarietà del lavoratore, è indispensabile escludere gli addetti delle piccole imprese, quelle fino a 49 dipendenti che non hanno l'obbligo di versare il Tfr ai fondi di categoria o all'Inps» conclude Vignali. 

PASSERA: E' UN OTTIMO AIUTO (OPZIONALE) AI LAVORATORI - Corrado Passera è favorevole alla proposta del Tfr in busta paga, spiega che è una delle proposte del suo movimento 'Italia Unica' ma «non quella che ha in mente Renzi di metterci sopra tasse e contributi». Incontrando i giornalisti, l'ex ministro dello Sviluppo economico spiega a chi critica questa misura che «si tratta di soldi dei lavoratori. Il Tfr aiuterebbe milioni di famiglie che non arrivano a fine mese. E poi si tratta di una cosa opzionale: chi vuole può prenderselo».

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