22 febbraio 2020
Aggiornato 20:00
La crisi irachena

M5S: «Armi ai curdi? Come in Libia, poi non si sa che fine faranno»

Un Movimento 5 stelle «fortemente imbarazzato» dalle comunicazioni dei Ministri degli Esteri Federica Mogherini e della Difesa Roberta Pinotti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite a Montecitorio in seduta comune.

ROMA - Un Movimento 5 stelle «fortemente imbarazzato» dalle comunicazioni dei ministri degli Esteri Federica Mogherini e della Difesa Roberta Pinotti alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato riunite a Montecitorio in seduta comune. E' il senso dell'intervento in commissione del deputato toscano Massimo Artini, che ha sottolineato come il ministro Mogherini «ha detto che la situazione è completamente diversa dal passato, che lo sconvolgimento politico coinvolge praticamente tutto il Medio Oriente, ma il problema è che stiamo agendo come negli scorsi dieci anni».

«Abbiamo scelto - ha proseguito l'esponente stellato - di fornire dei materiali (che per altro erano stati sequestrati e dovevano essere distrutti) al Governo dell'Iraq, lo stesso Governo che è a capo dell'esercito iracheno che si è sciolto come un ghiacciolo di fronte all'avanzata dell'Isis. Diamo kalashnikov a un governo incapace di mantenerli, ma gli armamenti leggeri in quella zona non mancano. Spostare armamenti leggeri significa alimentare il mercato nero. Stiamo pensando di agire come con la Libia, fornendo armamenti a non si sa chi e poi non si sa che fine faranno».

Secondo il rappresentante del Movimento 5 stelle, sulla crisi mediorientale «quello che non si capisce è qual è la volontà politica. Non c'è la valutazione della forza curda nella zona, non si parla della parte curda nel Rojava in Siria o nell'area della Turchia».

Artini ha anche criticato l'atteggiamento del Governo in relazione al ruolo del Parlamento, per la scelta di «limitare la discussione così importante alle sole commissioni. Io chiedo - ha aggiunto - che il Governo calendarizzi una informativa e una votazione plenaria da parte dell'assemblea».