19 novembre 2019
Aggiornato 13:00
Giustizia | Inchiesta Mose

Fi: Non arrestate Galan

Alla vigilia del voto dell'Aula di Montecitorio, alcuni esponenti di Fi chiedono che il parlamento sia solidale con le condizioni di salute di Gianfranco Galan. Per Capezzone: «La carcerazione preventiva è la negazione del diritto alla propria difesa».

ROMA - Arriverà domani la votazione dell'Aula di Montecitorio sull'arresto di Giancarlo Galan, che per motivi di salute è ricoverato da sabato scorso all'ospedale di Este. Per i suoi avvocati, la decisione di procedere comunque domani è «quantomeno assurda», ma la presidente della Camera, Laura Boldrini non ammette nuovi rinvii. A favore di Galan sono intervenuti alcuni esponenti di Fi. 

Bergamini: Solidarietà a Galan - L'on. Deborah Bergamini, responsabile comunicazione di Fi, è intervenuta a 'Fatti e Misfatti', in onda su Tgcom24: «L'assoluzione di Berlusconi ha stoppato il tentativo di trasformare un teorema accusatorio in realtà, restituendo fiducia nella giustizia. Resta però una domanda: perché il dibattito sulla riforma della giustizia si concentra solo sul fronte civile, dividendolo da quello penale? Si tratta di due lati di una stessa medaglia, quella del malfunzionamento del sistema giudiziario nel suo complesso, e come tali andrebbero affrontati», sostiene la Bergamini. Poi, sul caso Galan, si è detta «sorpresa dell'insistenza con cui la presidenza della Camera ha voluto mettere al voto domani l'arresto di Galan, al quale va la mia solidarietà. Non fosse altro per il riconoscimento delle condizioni di salute in cui si trova, questo voto avrebbe dovuto essere rimandato».
«Il garantismo è all'origine del fare politica di Forza Italia, per questo - ha concluso la Bergamini - non ci piegheremo a chi ritiene più importante non essere criticato da qualche giornale che fare il bene della democrazia».

Capezzone: Non scriviamo un'altra pagina nera nella nostra storia - Della stessa opinione Daniele Capezzone (Fi), che si rivolge al Parlamento con una nota, per chiedere che venga rimandata la richiesta di arresto nei confronti di Giancarlo Galan: «Alla vigilia del voto di domani, rivolgo un appello ai garantisti di ogni appartenenza affinché insieme si eviti di scrivere un'altra pagina scura per il Parlamento italiano».

No alla carcerazione preventiva - «Già il fatto che, dinanzi alle gravi e delicatissime condizioni di salute dell'interessato, non si sia voluto concedere un rinvio adeguato, dà la misura del clima in cui ci troviamo. Vale per Galan e - osserva - vale per ogni altro cittadino, parlamentare o no: siamo davvero convinti che la carcerazione preventiva sia inevitabile? Siamo davvero convinti dell'esistenza di concreti ed effettivi rischi di fuga, o di reiterazione del presunto reato, o di inquinamento delle prove? E il fatto che quasi la metà dei detenuti italiani sia in attesa di giudizio ci lascia indifferenti?».

I processi mediatici vanificano il diritto alla difesa - Poi conclude : «Il processo mediatico ormai instauratosi in Italia, anche al di là della buona fede del miglior magistrato, vanifica e annulla il diritto di difesa: una volta che la persona sia sbattuta in carcere prima del processo, e nel frattempo lapidata sui media, un 'verdetto' inappellabile viene già emesso - ribadisce il forzista - contro l'identità e l'immagine di quel cittadino».