13 novembre 2019
Aggiornato 22:30
Giustizia | Inchiesta Mose

Galan: «La colpa è dei PM che non mi ascoltano»

Così l'ex Ministro di Forza Italia, coinvolto nel caso Mose, in una conferenza stampa alla Camera nella quale illustrato la memoria difensiva inviata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio che deve decidere sulla sua richiesta di arresto avanzata dalla procura di Venezia per l'inchiesta sul Mose: «La casa l'ho comprata già restaurata». Il sottosegretario Baretta: «Il cantier

ROMA - «Sono stato investito da un ciclone umano, giudiziario e mediatico che non mi sarei aspettato. Non ho le colpe che mi sono state attribuite e le fesserie più colossali riguardano la mia condizione patrimoniale». Lo ha affermato l'ex ministro Fi Giancarlo Galan, coinvolto nel caso Mose, in una conferenza stampa alla Camera nella quale illustrato la memoria difensiva inviata alla Giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio che deve decidere sulla sua richiesta di arresto avanzata dalla procura di Venezia per l'inchiesta sul Mose. Conferenza stampa, ha sottolineato Galan, che «faccio perchè i magistrati non hanno voluto ascoltarmi».

La casa l'ho comprata già restaurata
«Sulla storia della casa sono state dette colossali fesserie. Altro che restauro milionario».
La casa, ha assicurato Galan, «l'ho comprata da un dentista già restaurata. Gli infissi sono esattamente gli stessi, il restauro riguarda il terzo piano e la suddivisione in 7 stanze della parte dell'agriturismo. Ho speso 700 mila euro e i lavori erano finiti già nel 2007. Quante balle».

Baretta: Il cantiere deve andare avanti
«Il cantiere del Mose deve andare avanti. Sarebbe sciocco buttare via quello che si è fatto, siamo all'85% dell'opera. Certo è che oggi dobbiamo provvedere anche a nuove regole, perchè il modello attuale - concessionario unico - ha dimostrato di non poter reggere alla prova della trasparenza». Lo ha sottolineato Pier Paolo Baretta, sottosegretario all'economia, a margine dell'assemblea di Confindustria Treviso, sulle ultime vicende giudiziarie del Mose.
Soffermandosi sull'ipotesi che il Consiglio comunale di Venezia possa sciogliersi lunedì prossimo con le dimissioni dei consiglieri, Baretta ha proseguito: «E' un esito inevitabile e il compito del prossimo segretario sarà quanto mai importante per garantire non solo l'amministrazione del Comune ma anche i grandi eventi di Venezia. La rabbia è giustificata ma bisogna ripartire subito» ha concluso il rappresentante del Governo.