16 ottobre 2019
Aggiornato 16:00

Letta: «Italia non si avviti su questioni interne»

Il Premier a Vienna: «Confido nella lungimiranza di tutti. Penso che tutti ce la metteranno. Sarebbe paradossale se dopo che abbiamo tenuto duro non ci dedicassimo a cogliere gli elementi della ripresa invece che fermarci davanti a difficoltà superabili»

VIENNA - «Il nostro paese ha davanti grandissime opportunità. Confido nella lungimiranza di tutti. Penso che tutti ce la metteranno. Sarebbe paradossale che l'Italia ha tenuto duro e adesso che si posso cogliere gli elementi della ripresa ci avvitassimo su questioni di politica interna e fermarsi davanti a queste difficoltà che secondo me sono superabili». Queste le prime parole del presidente del Consiglio, Enrico Letta in missione a Vienna. Il premier ha spiegato: «L'Italia oggi è uscita dalla procedura di deficit, siamo un Paese con i conti in ordine, ma allo stesso tempo mettevamo soldi per salvare i sistemi bancari altri Paesi europei. Avremmo potuto usare quei soldi per investimenti e competitività». Letta poi si è detto «orgoglioso» che l'Italia abbia i conti a posto dopo «tanti sacrifici».
Dopo un colloquio con il cancelliere austriaco Werner Faymann, Letta ha risposto alle domande dei giornalisti preannunciando le direttive di Roma in vista del semestre in cui l'Unione europea (Ue) sarà guidata dall'Italia (Luglio-dicembre 2014, ndr).

IL SEMESTRE ITALIANO - «La lotta alla disoccupazione giovanile sarà il cuore del semestre italiano» dell'Ue ha detto il premier. Letta ha poi sottolineato «l'autorevolezza» del cancelliere Faymann in Ue e ha aggiunto, a proposito del semestre italiano: «Sappiamo, so, di poter contare sul cancelliere Faymann».
Il presidente del Consiglio ha poi aggiunto: «Il 2014 sarà l'anno dell'Europa il tema sul passo avanti sulle altre unioni, quella fiscale, economica, politica, passa per il 2014». Sarà un anno «storico» per l'Europa ha detto Letta, lanciando un monito: «Sarebbe paradossale che l'Italia non cogliesse questa occasione». Il premier comunque ha espresso ottimismo: «Quando l'Italia ha guidato la Ue sono sempre successe cose positive. Ora serve grande passo avanti verso maggiore integrazione». Per quanto riguarda il semestre italiano, ha anticipato Letta: «Abbiamo idee legate all'Europa che deve cogliere la ripresa e non fermarsi alla coda della crisi. Ciò vuol dire scelte molto impegnative: il lavoro innanzitutto, gli investimenti, la competitività».

SERVE L'UNIONE BANCARIA - Poi il presidente del Consiglio ha toccato l'argomento dell'unione bancaria europea: «Se l'Unione bancaria fosse esistita già tre anni fa avremmo evitato di spendere in Europa decine di miliardi di euro che avremmo potuto utilizzare in altro modo. A giugno, ha detto Letta su questo argomento «si è fatto il passo avanti, dal punto di vista formale; è un punto di non ritorno, ora bisogna applicarlo. E' fondamentale - ha ripetuto il premier - che le decisioni attorno al tema delle Unioni bancarie vengano applicate». L'obiettivo ha aggiunto il premier è quello di «tutelare i risparmiatori e rendere sistema bancario europeo più solido e più in grado di aiutare le piccole e medie imprese. La decisione di giugno necessita di essere applicata».

FAYMANN: BERLUSCONI NON GARANTISCE STABILITA' - Quindi ha preso la parola il cancelliere austriaco Faymann, che ha esordito con una stoccata verso l'ex presidente del Consiglio: «Ho conosciuto Silvio Berlusconi e non ho mai pensato che sia un garante della stabilità, per cui sono contento di aver incontrato il presidente Letta che sta andando nella giusta direzione». Il cancelliere si è fatto poi più diplomatico ricordando l'amicizia tra «molti austriaci e molti italiani», ha parlato di un «passato e presente unito molte cose in comune», tra cui la questione dell'Alto Adige e il progetto di galleria base del Brennero. Su quest'ultimo punto gli ha fatto eco Letta sostenendo che con il cancelliere austriaco «abbiamo condiviso con grande forza l'impegno del tunnel base del Brennero, è una grande priorità per l'importanza che l'Italia ha nella proiezione su questa area dell'Europa».
Dunque Faymann è passato ai temi legati all'Unione. Il cancelliere ha detto che in un periodo in cui la disoccupazione «è molto alta in Europa», oltre al contenimento della spesa pubblica «gli sforzi all'interno della Ue contro la disoccupazione soprattutto giovanile sono ai primi posti dell'agenda». Ma, ha aggiunto, «abbiamo anche bisogno di investimenti».