15 dicembre 2019
Aggiornato 05:30
La sentenza

Google non dovrà garantire il diritto all'oblio su scala globale

Questo significa che la compagnia deve rimuovere i link dal suo database di ricerca solo nei risultati in Europa dopo aver ricevuto la richiesta

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MILANO - La Corte di giustizia europea ha sancito che Google non ha l'obbligo di applicare il diritto all'oblio in tutto il mondo. Questo significa che la compagnia deve rimuovere i link dal suo database di ricerca nei risultati in Europa dopo aver ricevuto la richiesta. La sentenza riguarda una disputa tra Google e l'autorità francese per la privacy che nel 2015 aveva ordinato al colosso di Mountain View di rimuovere a livello mondiale i risultati di ricerca su contenuti o pagine che contengono informazioni false o che possono danneggiare una persona. L'anno successivo Google ha introdotto il blocco con la geolocalizzazione in modo da evitare che utenti europei potessero accedere ai quei risultati. Ma la cancellazione non riguarda gli utenti del resto del mondo.

Soro: «Barriera territoriale è anacronistica»

«Leggeremo le motivazioni della decisione della Corte di Giustizia, che però ha sicuramente un impatto rilevante sulla piena effettività del diritto all'oblio. In un mondo strutturalmente interconnesso e in una realtà immateriale quale quella della rete, la barriera territoriale appare sempre più anacronistica». A spiegarlo è stato Antonello Soro, Garante per la Privacy, commentando la sentenza Google della Corte di Giustizia Ue. «A maggior ragione, acquista ulteriormente senso l'impegno delle Autorità europee di protezione dati per la garanzia universale di questo diritto, con la stessa forza su cui può contare in Europa. L'equilibrio tra diritto di informazione e dignità personale, raggiunto in Europa anche grazie alla disciplina dell'oblio, dovrebbe rappresentare un modello a livello globale» aggiunge Soro.