17 settembre 2019
Aggiornato 00:30
Internet e Diritto all'oblio

Cyber-tribunali alla tedesca

Informazioni riservate o delicate che fluttuano nel Web per anni, alla portata di tutti. Per proteggere la privacy degli utenti, la Germania sta ipotizzando la creazione di speciali «cyber-tribunali» che risolvano le diatribe tra i cittadini e i motori di ricerca.

BERLINO - La Rete spesso condanna gli individui ad una «esistenza senza oblio». Informazioni riservate o delicate che fluttuano nel Web per anni, alla portata di tutti. Per proteggere la privacy degli utenti, la Germania sta ipotizzando la creazione di speciali «cyber-tribunali» che risolvano le diatribe tra i cittadini e i motori di ricerca. Secondo il ministro dell'interno tedesco, tali conflitti non possono essere lasciati nelle mani di Google e dei suoi «algoritmi». Due settimane fa una sentenza epocale della Corte europea di Giustizia aveva ordinato al gigante di Mountain View e ai suoi concorrenti di cancellare i link a dati personali sensibili. Da allora centinaia di utenti hanno chiesto a Google di eliminare informazioni intime o compromettenti.

NESSUN PIANO DI CONTROLLO STATALE - Secondo le autorità tedesche un sistema di eliminazione automatizzato rischierebbe di far sparire contenuti di pubblico interesse solo perché «sgraditi» a diverse celebrità e politici. Un portavoce del ministero ha addetto che l'iniziativa è ancora in discussione e che comunque non c'è alcun piano di «controllo statale» circa le dispute online. In Germania, Google ha una quota del 96% nel settore delle ricerche online. Tempo fa il ministro dell'Economia tedesco aveva persino minacciato uno scorporo dell'azienda, nel caso fosse accertato un abuso della sua posizione dominante di mercato. Secondo Eric Schmidt, amministratore delegato di Google, l'Ue non ha saputo bilanciare il «diritto di essere dimenticati e il diritto di sapere». Una posizione condivisa da diversi commentatori americani.