19 agosto 2022
Aggiornato 14:00
Consiglio Affari esteri dell'UE

Borrell: «Preoccupati per il gas, ma le sanzioni funzionano»

Lo ha affermato l'Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza Ue, Josep Borrell, riferendo in conferenza stampa questo pomeriggio i risultati del Consiglio Affari esteri dell'UE che si è svolto oggi a Bruxelles

L'Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza UE, Josep Borrell
L'Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza UE, Josep Borrell Foto: Unione Europea

BRUXELLES - «Tutti sono preoccupati per ciò che può succedere sul fronte ucraino, sul fronte militare e su quello energetico. Il gasdotto Nord Stream 1 è in riparazione, aspettiamo di vedere che cosa succede quando questo periodo giungerà al termine. E continuiamo a guardare la situazione dell'approvvigionamento di gas, che è certo la preoccupazione più importante per le nostre società ed economie. Ma le sanzioni contro l'economia russa funzionano e dobbiamo continuare a sostenerle e applicarle».

Lo ha affermato l'Alto Rappresentante per la Politica estera e di Sicurezza Ue, Josep Borrell, riferendo in conferenza stampa questo pomeriggio i risultati del Consiglio Affari esteri dell'UE che si è svolto oggi a Bruxelles, e che, ha detto, «è stato dedicato in gran parte alla situazione in Ucraina».

Al Consiglio è intervenuto in videoconferenza il ministro degli anche Esteri ucraino, Dmytro Kuleba, che, ha riferito Borrell, «ha descritto gli ultimi sviluppi e la situazione sul terreno, continua a essere drammatica. Giorno dopo giorno la Russia continua a lanciare missili contro infrastrutture civili causando ogni giorno dozzine di morti fra i civili. Siamo terrificati - ha continuato l'Alto Rappresentante - dalla violenza dell'aggressione russa contro la popolazione civile in Ucraina. E ci sono anche sconvolgenti rapporti sull'uso della violenza sessuale come strumento di guerra».

«La Russia - ha denunciato Borrell - continua a prendere di mira campi e derrate alimentari, abbiamo visto i campi di grano incendiati; la continuazione del blocco dei porti» che non permette l'esportazione del grano ucraino. I russi «sono responsabili per la fame nel mondo» che si teme venga causata dalla carenza alimentare dovuta a questo blocco. Insomma, ha rilevato l'Alto Rappresentante, «la Russia sta cercando di distruggere l'Ucraina e la nazione ucraina, allo stesso tempo scatenando una crisi mondiale, alimentare ed energetica».

Durante il Consiglio, ha riferito ancora, «i ministri sono stati unanimi nell'accordo di continuare a restare fermamente al fianco dell'Ucraina e fornirle tutto il loro sostegno nella sua lotta per libertà e indipendenza. L'Ucraina ha bisogno di più armi, noi gliele forniremo. La guerra continua e noi continueremo a sostenerli».

«Per questo - ha detto Borrell - ho proposto di finanziare con 500 milioni di euro in più una nuova 'tranche' dello 'Europea Peace Facility'», il Fondo che rimborsa gli Stati membri per le loro forniture di armi all'Ucraina. A sostegno di questa proposta «c'è stato accordo politico» fra i ministri, e «la decisione verrà presa nei prossimi giorni» dopo che sarà completato il lavoro tecnico necessario.

«Continuiamo - ha aggiunto l'Alto Rappresentante - anche il nostro lavoro per le sanzioni. Abbiamo messo sul tavolo una proposta congiunta con la Commissione, con nuove misure per colmare le lacune, evitare che le misure esistenti possano essere aggirate, e per cercare di completare l'architettura complessiva delle sanzioni».

«Le sanzioni - ha sottolineato ancora Borrell - funzionano, l'economia russa è severamente colpita, certo non fermeranno la guerra in una notte, ma le loro conseguenze creeranno un sacco di guai».

Inoltre, «continuiamo a sostenere l'Ucraina per la prospettiva europea. Terremo - ha annunciato - un consiglio d'associazione con l'Ucraina il 5 settembre, dopo la pausa estiva, e stiamo lavorando per spingere questa prospettiva europea con l'attuazione delle riforme richieste».

Intanto, «continua la battaglia delle narrazioni», ha proseguito Borrell che ha denunciato, grafico alla mano, l'argomento sostenuta da molti secondo cui il prezzo del petrolio è aumentato a causa delle sanzioni prese dall'Ue, mentre invece i dati provano che proprio dopo la decisione dell'embargo sulle importazioni dalla Russia di petrolio, il suo prezzo è diminuito tornando ai livelli pre-guerra.

Infine, è stato chiesto all'Alto Rappresentante se non tema che si possa arrivare a una sorta di «stanchezza delle democrazie» di fronte a una guerra che non si sa quando potrà finire, ai contraccolpi della crisi energetica e alimentare, all'aumento vertiginoso dei prezzi.

«Sono sicuro - ha replicato Borrell - che Putin conta sulla 'stanchezza della democrazia', lui crede che le democrazie siano deboli». E invece «no, le società europee non possono permettersi la stanchezza; l'Ue, le sue popolazioni, i suoi governi devono continuare a sostenerne le decisioni che hanno preso, le misure restrittive contro l'economia della Russia. Devono sostenerle, mantenendo la pressione su Putin e sull'economia russa; sapendo che non ci sono soluzioni miracolo. Ma dobbiamo farlo, dobbiamo sostenere le sanzioni esattamente allo stesso livello del sostegno che diamo all'Ucraina militarmente», ha concluso l'Alto Rappresentante.

(con fonte Askanews)