24 maggio 2022
Aggiornato 04:00
La guerra in Ucraina

Ucraina, in stallo l'opzione negoziale. L'offensiva russa riparte

Il Cremlino annuncia che l'avanzata militare verso Kiev riprende dato il rifiuto ucraino di aprire un canale negoziale e nella capitale ucraina è scattato il coprifuoco, nel timore di un'operazione russa imminente

Ucraina, in stallo l'opzione negoziale. L'offensiva russa riparte
Ucraina, in stallo l'opzione negoziale. L'offensiva russa riparte Foto: Pixabay

Il Cremlino annuncia che l'avanzata militare verso Kiev riprende dato il rifiuto ucraino di aprire un canale negoziale e nella capitale ucraina è scattato il coprifuoco, nel timore di un'operazione russa imminente. Per gli abitanti che vogliano lasciare la città, sono stati organizzati treni gratuiti, chi resta invece può dotarsi di un'arma e aspettare di usarla. Arrivato alla terza giornata, l'attacco russo all'Ucraina appare a un bivio: o si imbocca a breve la via del negoziato o la situazione rischia seriamente di precipitare verso una tragedia di dimensioni inimmaginabili.

Difesa russa: sviluppare l'offensiva in tutte le direzioni

Il ministero della Difesa russo ha reso noto che «dopo che la parte ucraina ha abbandonato il processo negoziale, oggi a tutte le unità è stato ordinato di sviluppare un'offensiva in tutte le direzioni secondo il piano operativo».

Ucraina dice no ai negoziati: condizioni inaccettabili

«Ho appena saputo che l'Ucraina ha rifiutato di negoziare» ma questo è avvenuto «perché la parte russa ha cambiato le condizioni attraverso gli intermediari» e per Kiev si tratta di condizioni «inaccettabili», ha dichiarato Oleksiy Arestovich, numero due dell'ufficio della presidenza ucraina, denunciando un semplice tentativo di spingere Kiev alla resa. «Cercano di portare i negoziati a un vicolo cieco prima ancora di cominciare. E' chiaro che serve un differente approccio», ha insistito un altro consigliere presidenziale Mykhailo Podoliak, affermando che «inevitabilmente tutte le guerre finiscono con dei negoziati».

Era stato lo stesso presidente Volodymir Zelensky a dirsi disposto a colloqui, a parlare anche di status neutrale per l'Ucraina, la parola magica per Mosca. Poi la proposta russa di un incontro ad alto livello a Minsk - inaccettabile per gli ucraini - e quella ucraina di trovari in Polonia - inaccettabile per i russi. E lo stallo, probabilmente anche su questioni più ampie.

Mosca accenna un rilancio, Turchia avrebbe offerto mediazione

Oggi è il ministero degli Esteri russo a lasciare un altro sassolino sulla possibile pista negoziale. In un colloquio con il collega turco Mevlut Cavosoglu, Lavrov ha espresso «la disponibilità di Mosca a una stretta cooperazione con tutte le forze costruttive per una soluzione più rapida e sostenibile del problema ucraino, nell'interesse della pace e della stabilità». Nessuna conferma da parte russa di una proposta turca di mediazione nè da parte cinese.

UE inasprisce linea con Russia, Italia dice sì a misure SWIFT

Nel frattempo i Paesi dell'Ue, Italia in prima fila, induriscono le proprie posizioni. Il Presidente del Consiglio Mario Draghi ha ribadito al Presidente ucraino Volodymir Zelensky che l'Italia appoggia e appoggerà in pieno la linea dell'Unione Europea sulle sanzioni alla Russia, incluse quelle nell'ambito SWIFT». Zelensky ha anche chiesto che il suo Paese venga immediatamente candidato all'adesione UE, idea appoggiata dal presidente polacco Duda.