7 dicembre 2019
Aggiornato 01:00

Eurozona, comincia l'era di von der Leyen e Lagarde

Il Presidente della Commissione: «L'Ue è un tesoro che va preservato e la nuova Commissione europea ha la responsabilità di lasciare un'Unione più forte di quella che ha ereditato»

Christine Lagarde, Ursula von der Leyen, Charles Michel e David Sassoli
Christine Lagarde, Ursula von der Leyen, Charles Michel e David Sassoli ANSA

BRUXELLES - I presidenti del Parlamento europeo, David Sassoli, della Banca centrale europea, Christine Lagarde, della nuova Commissione europea, Ursula von der Leyen (che si insedia proprio oggi) e del Consiglio europeo, Charles Michel (che inizia anche lui oggi il suo mandato), hanno partecipato a una cerimonia alla Casa della storia europea, oggi a Bruxelles, per celebrare il decimo anniversario dell'entrata in vigore dei Trattati Ue di Lisbona.

Sassoli ha consegnato simbolicamente una copia del testo consolidato dei Trattati di Lisbona a von der Leyen, che da oggi, in qualità di presidente della Commissione, ne è custode, e garante della sua corretta applicazione. Nei discorsi dei quattro presidenti per l'occasione, tutti hanno rimarcato che quest'anniversario segna anche l'inizio di un nuovo capitolo, un «nuovo corso» per l'Unione europea, con l'inizio del mandato per Michel e per la nuova Commissione, mentre la stessa Lagarde è in carica solo da un mese.

Sassoli, dopo aver ricordato i radicali cambiamenti introdotti nella struttura dell'Ue dai Trattati di Lisbona, e aver rivendicato il processo democratico delle audizioni di conferma con cui il Parlamento europeo ha controllato e modificato la composizione della nuova Commissione, ha affermato che «per l'Ue ora è tempo di passare all'azione», realizzando le promesse degli ultimi mesi.

Lagarde ha ricordato «gli ultimi 10 anni di riparazione e cambiamenti profondi, con la crisi del debito sovrano, modifiche tecnologiche profonde, e il cambiamento climatico di cui finalmente la comunità internazionale, e in particolare l'Europa, hanno preso coscienza, e che costituisce una formidabile sfida». E ha sottolineato: «Dobbiamo passare ora dall'età della riparazione che abbiamo vissuto in questi ultimi anni all'età del rinnovamento e della speranza».

Michel ha notato che «oggi più che guardare al passato celebriamo un nuovo inizio guardando al futuro con grande entusiasmo e speranza. Non poteva esserci giorno migliore di questo anniversario per cominciare il nostro mandato», ha rilevato infine von der Leyen. «Noi siamo i guardiani dei Trattati e custodi dello spirito di Lisbona. È nostra responsabilità lasciare ai nostri figli una Unione più forte di quella che abbiamo ereditato», costruendo il suo futuro «mattone per mattone», ha concluso.