12 novembre 2019
Aggiornato 02:00
Siria

Damasco condanna l'«ingresso» di truppe turche nel Nord-est del Paese

Per «soccorrere» con armi e munizioni «i terroristi sconfitti» a Khan Sheikoun, enclave ribelle nel nord-ovest dove sono entrate stamane le forze governative

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DAMASCO - Il regime di Damasco ha condannato oggi «l'ingresso» nel Nord della Siria di mezzi militari turchi per «soccorrere» con armi e munizioni «i terroristi sconfitti» a Khan Sheikoun, enclave ribelle nel nord-ovest dove sono entrate stamane le forze governative. Lo riferiscono media ufficiali del governo siriano. «Mezzi militari turchi carichi di munizioni, armi e altri beni materiali hanno attraversato questa mattina la frontiera siriana-turca e sono entrate nella città di Sirqab per raggiungere Khan Sheikhoun per soccorrere i terroristi sconfitti del Fornte al Nusra (ex qaidisti)», ha detto all'agenzia di stampa ufficiale Sana, una fonte ufficiale del ministero degli esteri siriani denunciando «il sostegno illimitato offerto dal regime turco ai gruppi terroristici».

Bonificheremo tutto il suolo siriano

«Il comportamento aggressivo del regime turco - ha proseguito la fonte - non intaccherà in alcun modo la determinazione dell'esercito arabo siriano di proseguire la caccia a quel che è rimasto dei terroristi a Khan Sheikhoun fino alla totale bonifica du tutto il suolo siriano dalla presenza terroristica». Per diversi giorni le forze filo-governative, supportate dall'aviazione russa, hanno sottratto diversi villaggi a ovest di Khan Sheikhoun al controllo dei jihadisti e dei ribelli. Questa città, situata sull'autostrada che attraversa la provincia di Idlib, collega Damasco alla metropoli di Aleppo (nord), entrambe sotto il controllo del governo.

Forze del regime entrano in città chiave nel nordovest

Per diversi giorni le forze filo-governative, supportate dall'aviazione russa, hanno sottratto diversi villaggi a ovest di Khan Sheikhoun al controllo dei jihadisti e dei ribelli. Questa città, situata sull'autostrada che attraversa la provincia di Idlib, collega Damasco alla metropoli di Aleppo (nord), entrambe sotto il controllo del governo. «Le forze del regime sono entrate a Khan Sheikhoun per la prima volta da quando ne avevano perso il controllo nel 2014», ha dichiarato Rami Abdel Rahman, direttore dell'Osservatorio siriano per i diritti umani (Osdh).

Uccisi 59 jihadisti

Gran parte della provincia di Idlib e parti delle province limitrofe di Aleppo, Hama e Latakia sfuggono ancora al controllo del regime di Bashar al-Assad, otto anni dopo l'inizio della guerra. La regione di Idlib, dominata dal gruppo jihadista Hayat Tahrir al-Sham (HTS, ex ramo siriano di al Qaida) e roccaforte di alcuni gruppi ribelli, è stata presa di mira dalla fine di aprile da bombardamenti quasi quotidiani da parte del regime e del su alleato russo. Almeno 59 ribelli e jihadisti e 28 membri delle forze filo-regime sono stati uccisi negli scontri da sabato notte, secondo l'Osdh.

Nelle ultime 24 ore mille rifugiati tornati in Siria da Giordania e Libano

Più di mille rifugiati siriani sono tornati nel loro Paese d'origine dalle vicine Giordania e Libano nelle ultime 24 ore. Lo ha annunciato il Centro per la riconciliazione delle parti in guerra in Siria del Ministero della Difesa russo. Nell'ultimo giorno, 1.039 persone sono tornate nella Repubblica araba siriana dal territorio di stati stranieri: 362 persone (tra cui 109 donne e 185 bambini) hanno lasciato il Libano per la Siria attraverso i checkpoint Jaydet-Yabus e Talkalakh e 677 persone (di cui 203 donne e 185 bambini) sono tornati dalla Giordania passando per il checkpoint di Nassib», ha dichiarato il centro nel suo bollettino giornaliero. A parte ciò, otto siriani sfollati interni sono tornati nei luoghi della loro residenza permanente, ha aggiunto il centro. Secondo il bollettino, sono stati disinnescati 39 ordigni esplosivi in tutta la Siria, liberando 2,8 ettari (6,9 acri) di territorio dalle mine nelle ultime 24 ore.