26 giugno 2019
Aggiornato 10:00
Brexit

Theresa May nella trappola Brexit

Monito del premier ai deputati a due giorni da voto parlamento: «Con il no all'accordo sulla Brexit ci troveremmo in acque inesplorate»

Theresa May nella trappola Brexit
Theresa May nella trappola Brexit ( ANSA )

LONDRA - La bocciatura dell'accordo sulla Brexit in occasione della votazione storica prevista martedì al Parlamento britannico farebbe correre «il rischio molto reale» di una permanenza del Regno Unito nell'Unione Europea. È il monito che ha lanciato il primo ministro, Theresa May, ai deputati di Londra.
Il parlamento dovrà esprimersi martedì sera sul Trattato di uscita dall'Ue, faticosamente negoziato per diciassette mesi con Bruxelles, ma la cui adozione da parte della Camera dei Comuni appare piuttosto compromessa in ragione delle molteplici critiche di cui è fatto oggetto, tanto tra i conservatori di Theresa May come negli altri partiti.

È un testo giudicato deludente sia dai più strenui sostenitori della Brexit, che temono un «ancoraggio» permanente del Regno Unito all'Ue, sia dagli europeisti che sperano ancora di poter fare marcia indietro. A due giorni da questo voto ad alto rischio, il premier ha di nuovo messo in guardia sulle conseguenze di un no all'accordo, in un'intervista al Mail On Sunday.

«Significherebbe», ha detto, «una grave incertezza per il Paese, con un rischio molto reale di non avere la Brexit, o di lasciare l'Unione Europea senza accordo». La permanenza nel club europeo di cui parla l'inquilina di Downing Street potrebbe determinare un nuovo referendum sull'Ue, ipotesi esclusa dal governo ma che guadagna terreno nel Paese: il rifiuto dell'accordo potrebbe dare slancio ulteriore a questo scenario.

Rivolgendosi in particolare ai parlamentari conservatori che vorrebbero far fallire il trattato, il primo ministro ha agitato lo spettro di nuove elezioni politiche e di una possibile vittoria di Jeremy Corbyn, il leader del Labour, principale partito d'opposizione.

«Abbiamo un capo dell'opposizione che non pensa che a cercare di provocare elezioni generali, poco importa quello che costerebbe al Paese», ha detto, aggiungendo che l'arrivo di Corbyn al potere «è un rischio che non possiamo permetterci».
Theresa May si è inoltre intrattenuta al telefono con il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk - ha annunciato quest'ultimo su Twitter - sottolineando come la prossima settimana sarà «importante per il destino della Brexit».

Di fronte alla prospettiva di una schiacciante sconfitta martedì alla Camera dei Comuni, il premier - secondo il Sunday Times - sta preparando una sorta di viaggio d'urgenza a Bruxelles per provare a ottenere delle ultime concessioni, anche il rinvio del voto. «Il voto si svolgerà» martedì, ha comunque assicurato il ministro della Brexit Stephen Barclay, inviato 'al fronte' alla trasmissione The Andrew Marr Show, trasmessa dalla Bbc, per difendere l'accordo. «È un buon accordo, è l'unico accordo», ha sottolineato, ricorrendo allo slogan «il meglio è nemico del bene» per contestare le critiche rivolte al trattato, che ha provocato ulteriori dimissioni in seno all'esecutivo, quelle di Will Quince, alto responsabile del ministero della Difesa. Parlando di altre possibile dimissioni prima del voto di martedì, il Sunday Telegraph descrive un governo sul punto di disintegrarsi e di potenziali successori di Theresa May già ai blocchi di partenza, a iniziare da uno dei suoi principali rivali, Boris Johnson, ex capo della diplomazia britannica e sostenitore di una Brexit senza concessioni.