18 novembre 2018
Aggiornato 05:00

Macron re dell'incoerenza: prima chiude i porti, poi cambia idea e aggredisce l'Italia

Al termine di una lunga giornata di contorsioni diplomatiche, per l'Aquarius viene trovata una soluzione a quattro. Ma Macron attacca duramente Conte
Il presidente francese Emmanuel Macron all'Onu
Il presidente francese Emmanuel Macron all'Onu (Justin Lane | EPA)

PARIGI - Un intricato esercizio di equilibrismo diplomatico, da cui l'Italia si chiama fuori: dopo il tira e molla con Parigi, dopo la soluzione a tre prospettata nel pomeriggio di  ieri, ecco che arriva quella a quattro. Anche la Germania condividerà l’accoglienza dei 58 migranti a bordo dell’Aquarius, decisa con un accordo a quattro cui partecipano anche Portogallo, che fa da capofila, Spagna e Francia. La Francia accoglierà 18 migranti, Spagna e Germania 15 ciascuno. Il Portogallo ha già fatto sapere che ne accoglierà 10. I migranti a bordo della nave in cerca di un porto per attraccare, dopo aver perso la bandiera panamense, saranno sbarcati in acque internazionali e poi portati a Malta. Da lì, ha detto il premier maltese Joseph Muscat, saranno «immediatamente redistribuiti». Un accordo, spiega il ministero dell’Interno di Lisbona, «è stata presa in modo solidale e concertato con Spagna e Francia», con la Germania pronta a collaborare. I 58 migranti, tra cui 16 minori e uno non accompagnato, prevalentemente famiglie che provengono da Siria, Libia e Palestina, verranno dunque sbarcati in acque internazionali per evitare che l’Aquarius venga bloccata per la questione della revoca della bandiera panamense, trasferiti a Malta su mezzi messi a disposizione da La Valletta e ripartiti nei quattro Paesi Ue. 

Alla ricerca dell'approccio multilaterale
«Malta e Francia ancora una volta si fanno avanti per risolvere l’impasse dei migranti», scrive il premier di La Valletta. «Con Macron e gli altri leader vogliamo mostrare un approccio il più multilaterale possibile», aggiunge dopo il colloquio con il capo di Stato francese a margine dell’Assemblea Generale dell’Onu a New York. «Come ogni volta, facciamo il nostro dovere», ha detto, da parte sua, il ministro dell’Interno, Gérard Collomb, durante il question time in Parlamento a Parigi. In precedenza Francia, Spagna e Portogallo avevano annunciato un’intesa per la redistribuzione dei migranti. 

Macron impone la sua visione mondialista
Riguardo all'atteggiamento ambiguo di Parigi, sale ancora una volta la tensione con Roma. Dopo aver annunciato la chiusura dei porti, e poi aver cambiato idea, Emmanuel Macron usa ancora una volta toni duri contro l'esecutivo italiano che non arretra di un passo: «C’è una crisi politica tra l’Italia e il resto dell’Europa. L’Italia ha scelto di non seguire più le leggi internazionali e in particolare quelle umanitarie del mare, secondo cui quando una nave è in una situazione umanitaria va nel porto più vicino», dice a New York a margine dell’assemblea dell’Onu. Macron si fa padrone, ancora una volta, della diplomazia europea, imponendo la sua visione mondialista quando invece appena prima era pronto a rinnegare tutto. Non si fa attendere la replica del presidente del Consiglio Giuseppe Conte: «Se Macron, a quanto mi riferite, dice che l’Italia ha una crisi politica in atto con l’Ue, io rispondo che lui rappresenta la Francia, l’Europa è composta da 27 Paesi. Se parla per la Francia va benissimo: l’Italia non ha un problema con la Francia». E conclude: «L'Italia ha salvato l'onore dell'Europa in più occasioni. Lascio all'amico Macron la libertà di opinione, ma a volte si sbaglia anche». Il capo dell'Eliseo proseguendo il suo discorso al Palazzo di Vetro interviene anche sul dossier libico e torna a chiedere «elezioni immediate» per «superare lo status quo» in Libia che permette la crescita di trafficanti e terroristi. Ma nonostante tutto, dice, la chiusura dei confini «non ferma le migrazioni», e arriva a definire «bugiardi» coloro che sostengono il contrario. Riferimento, evidente seppur non esplicito, all'Italia di Conte e Salvini.