27 febbraio 2020
Aggiornato 22:30
Immigrazione

Il Portogallo annuncia un accordo a tre con Francia e Spagna per spartirsi i migranti dell'Aquarius

I 58 migranti raccolti al largo della Libia dalla nave di Sos Méditerranée e MSF potrebbero ora essere divisi tra i tre Paesi

LISBONA - A sorpresa, il Portogallo ha annunciato un accordo con la Francia e la Spagna per accogliere i migranti che si trovano a bordo dell'Aquarius, la nave delle Ong Sos Méditerranée e Medici Senza Frontiere (MSF) in cerca di un porto dove attraccare. La nave ha a bordo 58 persone raccolte al largo della Libia. Il governo portoghese ha annunciato di essersi messo d'accordo con Francia e Spagna per accogliere 10 dei 58 migranti, anche se al momento da Parigi e Madrid non è ancora arrivata nessuna conferma. In ogni caso il Portogallo continua a sostenere una soluzione europea "integrata, stabile e permanente per rispondere alla sfida migratoria", ma ha deciso di accogliere questi migranti "per ragioni umanitarie", spiega il ministero portoghese in una nota. Lisbona aveva già contribuito all'accoglienza dei migranti dell'Aquarius a metà agosto e della Lifelifine a fine luglio.

Macron ha cambiato idea?
Una decisione, quest'ultima, presa "in modo solidale e concertata con la Spagna e la Francia", ha riferito il ministero dell'Interno in un comunicato, senza precisare dove potrebbero sbarcare questi migranti. Ma stupisce la decisione dell'Eliseo, se confermata, perché proprio poche ore fa il presidente Emmanuel Macron aveva stabilito la chiusura dei porti e aveva invitato le ong a cercare un attracco a Malta, porto di sbarco più vicino.

Condizioni meteo difficili
In questo momento la nave sta affrontando un mare in burrasca e onde particolarmente alte secondo quanto raccontano le ong. "Abbiamo avuto bel tempo, situazioni ideali per le partenze. Le condizioni meteo ora stanno peggiorando e nelle prossime ore ci aspettiamo onde alte fino a 5 metri - ha detto un volontario a bordo della nave, in un video - quindi diventa per noi molto importante, fondamentale sbarcare tutte queste persone». In questi giorni "abbiamo tentato più volte di andare verso Nord per uscire dalla zona Sar ma siamo stati richiamati indietro dai venti, da soccorsi che poi non sono stati terminati a causa di una completa mancanza di coordinamento con la Guardia costiera libica che non ha mai risposto alle nostre chiamate di soccorso. Siamo dovuti passare attraverso la Guardia costiera italiana, che però non ha preso in carico la situazione». La scelta per loro è indifferente - continua il volontario - "ma abbiamo la necessità di sbarcare le persone in un porto che sia sicuro e questo naturalmente esclude la Libia. Stiamo navigando verso Malta non perché ci fermeremo lì ma perché le condizioni meteo stanno peggiorando».