22 settembre 2018
Aggiornato 02:30

Moavero mette il veto a Oettinger: proposta Ue inadeguata, servono «nuove risorse di genuina impronta europea»

Scontro all'incontro sul budget 2021-2027 della Unione Europea. Linea comune invece sui migranti
Il ministro degli Esteri Enzo Moavero con il commissario europeo per il Bilancio e le Risorse Umane Gunther Oettinger
Il ministro degli Esteri Enzo Moavero con il commissario europeo per il Bilancio e le Risorse Umane Gunther Oettinger (Massimo Percossi | ANSA)

ROMA - In seguito all'uscita della Gran Bretagna dall'Unione, Bruxelles chiederà ai 27 Stati membri più contributi per il nuovo bilancio pluriennale. Questo l'annuncio del commissario europeo per il Bilancio e le Risorse Umane Gunther Oettinger nel suo incontro con il ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Oettinger ha parlato di «un buco di 12-14 miliardi» per il periodo 2021-2027 e dell'intenzione di intervenire con l'80% di nuove entrate e il 20% di tagli. Una proposta giudicata «inadeguata» dal ministro degli Esteri italiano «perché non risponde alle attese dei cittadini». Nel colloquio sul progetto di bilancio pluriennale Ue per il periodo 2021-2027 il ministro ha auspicato che la Commissione sia più coraggiosa nell'individuare fonti aggiuntive per le risorse del bilancio Ue. «Non è più giustificato che quest'ultime dipendano, prevalentemente, dai contributi versati da ciascuno Stato membro; in questo modo, infatti, si sottraggono risorse ai bilanci nazionali». Occorre invece elaborare nuove 'risorse proprie', di «genuina impronta europea». Per esempio, si può procedere a sistematiche emissioni di strumenti finanziari UE, concepiti ad hoc, per realizzare concreti progetti di investimento favorevoli alla competitività. Si può anche pensare a idonee misure che permettano un'equa contribuzione fiscale, da destinare al bilancio UE, da parte di quei soggetti che oggi vi si sottraggono con abili «slalom» fra i differenti sistemi tributari degli Stati Membri.

Di Maio infastidito
Sulle politiche economiche Oettinger ha sottolineato come la politica della Bce sia stata giusta, ma che «non può andare all'infinito nell'acquisto dei titoli di stato», per questo ha «dimezzato la quantità di acquisti per avvicinarsi sempre di più alla quota zero». E per far fronte a questa situazione, ha aggiunto, «avete bisogno della fiducia di imprese, banche e persone che vi diano dei soldi», e del resto «in tutti gli Stati membri c'è bisogno della fiducia degli investitori». Il vicepremier Luigi Di Maio dopo l'incontro con Oettinger ha commentato: «Abbiamo discusso anche di immigrazione e ho apprezzato molto le sue parole, quando ha detto che il Regolamento di Dublino era stato scritto per un'altra epoca, oggi non è più attuale e che tutti quelli che arrivano in Italia arrivano in un sistema di accoglienza europeo». Ma sul bilancio Ue il ministro allo sviluppo economico ha ribadito il veto dell'Italia: «La discussione sul prossimo bilancio per ora ci vede molto preoccupati». I Deputati M5s della commissione bilancio ci sono andati ancora più duri, accusando la Commissione «di eludere tutte le questioni poste e si tolga d'impiccio scaricando la colpa della mancata competitività italiana sui lavoratori italiani e sui salari, che secondo Oettinger sarebbero troppo alti».

Moavero: «Più risorse ai Paesi africani»
Divisi sui conti, ma uniti sui migranti. Moavero e Oettinger hanno deciso di proseguire i lavori, intensificando il confronto sugli obiettivi politici e le connesse priorità di bilancio. Sul lato della spesa per le politiche Ue, l'Italia considera «indispensabile» una maggiore attenzione alle migrazioni, in primo luogo attraverso lo stanziamento di molte più risorse per lo sviluppo socio-economico dei Paesi di origine e di transito dei migranti. Al riguardo, ha evidenziato Moavero, bisogna invertire la deprecabile tendenza, registrata negli ultimi 30 anni, a ridurre i fondi europei a favore dei Paesi africani. Anche sulle importanti politiche pubbliche UE per le regioni europee e l'agricoltura, la proposta della Commissione non riflette adeguatamente le esigenze italiane, in particolare, ai fini di un rapido recupero del divario accentuatosi durante la crisi economica globale, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno e in alcuni comparti agricoli.