23 settembre 2020
Aggiornato 22:30
Europa

Macron accetta la sfida di Salvini e Orban: «Sarò il loro principale oppositore»

Il presidente francese dopo le parole del ministro italiano - «apra le proprie frontiere» - si dice pronto: «Non cederò ai nazionalisti»

COPENHAGEN - «Hanno ragione a considerarmi il loro principale oppositore». Il presidente Francese Emmanuel Macron da Copenhagen dove ha concluso il suo viaggio nel Nord Europa che ha toccato anche la Finlandia alla ricerca di alleati per costruire un «arco progressista» europeo che faccia argine ai governi nazionalisti e populisti si dice pronto a fronteggiare l'asse sovranista lanciato ieri a Milano dal ministro dell'Interno Matteo Salvini e dal premier ungherese Viktor Orban: «Non cederò ai nazionalisti e a chi promuove un discorso di odio. Se credono di vedere nella mia persona il loro principale oppositore, hanno ragione».

L'incontro di Milano tra Salvini e Orban

Ieri in un incontro a Milano Orban ha definito il ministro degli Interni italiano il suo «eroe» e ha indicato in Macron il suo principale nemico in Europa. «Ci sono due schieramenti in Europa al momento, e uno è guidato da Macron» ha detto il premier ungherese. A sette mesi dal voto per l'europarlamento, Orban ha accusato il leader francese di essere «alla guida delle forze politiche che sostengono l'immigrazione», mentre lui vuole «fermare l'immigrazione illegale».

La replica di Macron

«Se si considera che in Francia c'è un nemico del nazionalismo, della politica dell'odio, dell'Europa che deve pagare quel che ci fa comodo e non impone alcuna forma di responsabilità e solidarietà, hanno ragione» ha detto Macron. «Nei prossimi giorni e nei prossimi mesi dovremo prendere decisioni approfondite per affrontare il tema delle migrazioni, servirà serietà e spirito di responsabilità, restando fedeli ai nostri valori, come il diritto d'asilo, come una vera politica in relazione ai Paesi d'origine e all'interno. Non è ciò che propongono Orban e Salvini» ha proseguito il presidente francese. Un consiglio europeo si questo tema si terrà il 20 settembre a Salisburgo. «Si sta strutturando un'opposizione forte tra nazionalisti e progressisti» in Europa, ha concluso Macron, in viaggio tra Danimarca e Finlandia alla ricerca di alleati per costituire un «arco progressista» europeo che faccia argine ai governi nazionalisti e populisti.

Gli attacchi di Salvini e l'asse con l'Austria

Ma non è stato solo il premier ungherese Viktor Orban ad attaccare frontalmente Emmanuel Macron. Anche Matteo Salvini ci è andato giù duro: «Sia io che il premier Orbán riteniamo che il primo che dovrebbe dimostrare sensibilità sull'immigrazione clandestina è Macron. Anziché dare lezioni agli altri governi spalanchi le proprie frontiere, a partire da quella di Ventimiglia, e la smetta di destabilizzare la Libia per interessi economici». La chiusura dei confini terrestri e marittimi, i respingimenti di massa di tutti i migranti verso i Paesi di origine. Questa l'Europa che hanno in mente Matteo Salvini e Viktor Orban. Un cambio di passo senza precedenti che significherebbe per l’Italia seguire la strada dei Paesi di Visegrad e in parte dell’Austria del cancelliere Sebastian Kurz che proprio in queste ore, tramite il ministro Mario Kunasek, presidente di turno austriaco del Consiglio Difesa Ue, ha comunicato che presenterà ai suoi omologhi dei 28, riuniti a Vienna, un documento con cui propone che i militari dei Paesi europei siano impiegati a supporto di Frontex (quindi sotto guida civile), per logistica, trasporto, e ricognizioni, e in casi particolari, anche in operazioni di controllo delle frontiere esterne, per contenere i flussi migratori.