18 settembre 2018
Aggiornato 21:30

May e i punti di forza della sua «soft» Brexit (che a Trump non vanno giù)

La premier inglese ha illustrato il piano del suo governo sui futuri rapporti tra Londra e Bruxelles dopo la Brexit
La premier inglese Theresa May accoglie il presidente Usa Donald Trump a Londra
La premier inglese Theresa May accoglie il presidente Usa Donald Trump a Londra (EPA/BEN STANSALL / POOL)

LONDRA - Fine della libertà di movimento, libertà di firmare propri accordi commerciali e fine della giurisdizione della Corte europea sul Regno Unito perché l’accordo sulla Brexit con l’Unione europea «rispetti veramente la volontà del popolo britannico». Così la premier Theresa May ha illustrato il piano del suo governo sui futuri rapporti tra Londra e Bruxelles dopo la Brexit nel giorno in cui il documento è stato ufficialmente illustrato in Parlamento. Un piano che ha portato alle dimissioni il ministro per la Brexit, David Davis, e il suo collega al Foreign Office, Boris Johnson, fautori di una «hard» Brexit, e che ha scatenato la protesta dei falchi del partito conservatore della premier.

La fine vera della libertà di movimento
«In primo luogo comporterà la vera fine della libertà di movimento – ha scritto May nell’intervento pubblicato oggi dal Sun e rilanciato sulla propria pagina Facebook – non sarà più permesso alle persone di arrivare qui da tutta Europa con la remota possibilità di trovare un lavoro. Accoglieremo sempre i professionisti qualificati che collaborino alla prosperità del nostro paese, da medici e infermieri a ingegneri e imprenditori, ma per la prima volta da decenni avremo il pieno controllo delle nostre frontiere. E sarà il Regno Unito, non Bruxelles, a decidere a chi debba avere il permesso di vivere e lavorare qui».

Politica commerciale completamente indipendente
Come seconda cosa, ha proseguito la premier britannica, «avremo una nostra politica commerciale completamente indipendente, il nostro seggio all’Organizzazione mondiale del commercio e la possibilità di decidere tariffe e concludere accordi commerciali con chiunque ci piaccia». May ha sottolineato che «beni e servizi britannici sono molto richiesti a livello internazionale, quindi non sorprende che i paesi stiano facendo la fila per concludere accordi commerciali con noi dopo la nostra uscita dall’Ue». E discussioni sono già in corso con gli Stati Uniti e verranno portate avanti con il presidente Donald Trump durante la sua visita nel Regno Unito, iniziata oggi, ha aggiunto.

Donald non ci sta
Non piace a Donald Trump la «soft» Brexit prospettata da May. Il mattino dopo la cena di gala offerta dalla premier britannica al presidente americano nell’ex-residenza di Winston Churchill vicino a Oxford, il capo della Casa Bianca ha infatti sparato a zero sul nuovo piano di Downing Street in una intervista esclusiva al Sun, come si sa di proprietà del magnate dell’editoria Rupert Murdoch, la cui tv Fox News è da sempre il grande sostenitore di Trump negli Usa. «Probabilmente ucciderebbe» un patto di libero commercio fra Gran Bretagna e Stati Uniti, afferma il presidente nell’intervista, «perché significherebbe per noi continuare a trattare con l’Unione Europea» anziché con il Regno Unito. «Io avevo detto a Theresa come negoziare ma non mi ha dato retta, non mi ha voluto ascoltare, ha deciso di prendere un’altra strada», aveva detto il presidente Usa. Il nuovo piano «è molto diverso da quello per cui ha votato la gente» nel referendum sulla Ue di due anni fa. E sull’Unione Europea ha osservato che "abbiamo già abbastanza problemi con la Ue. Non hanno trattato l’America con equità in materia di commercio, per questo sto reagendo». Un portavoce della Casa Bianca si è affrettato a dichiarare che il presidente "ha il massimo rispetto per Theresa May e non ha mai detto una parola contro di lei». «E’ come se Trump fosse passato con un bulldozer sul piano della premier per la Brexit» ha chiosato in due parole la Bbc.