24 settembre 2018
Aggiornato 01:30

Siria, «accordi non ufficiali tra Ankara e Mosca». E i curdi: «La Russia ci ha traditi»

Secondo il politologo Lukyanov, Erdogan, nell'attaccare i curdi, ha agito in maniera "meditata", e ha stretto accordi non ufficiali con la Russia
Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Tayyp Recep Erdogan
Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo turco Tayyp Recep Erdogan (EPA / ALEXEY NIKOLSKY / SPUTNIK KREMLIN POOL / POOL)

MOSCA - Recep Tayyip Erdogan «non aveva altra scelta» e nel caso dell'offensiva in territorio siriano contro le milizie curde dell'Unità di protezione del popolo (Ypg) «ha agito in maniera meditata». Lo dice in un colloquio con Askanews il peso massimo tra i politologi russi, Fyodor Lukyanov, che sottolinea come la Turchia in questo momento si stia muovendo in un territorio «limitato», «più limitato di quanto possa apparire» e soprattutto in «uno spazio aereo sotto controllo della Russia». Va da sè dunque, secondo il politologo, che prima dell'attacco ci siano stati accordi non ufficiali tra Mosca ed Ankara, benchè al momento «la Russia taccia». E con tutta probabilità Mosca ha ottenuto qualcosa in cambio.

La Russia? Neutrale
Lukyanov spiega approfonditamente i motivi di Erdogan che ha sempre visto come fumo negli occhi la «scelta degli Usa» a favore dei curdi come «principali alleati in Siria». Notando che le milizie curde siriane, note con la sigla Ypg, (Unità di protezione del popolo, Yekineyen Parastina Gel) «nel Nord della Siria sono vicine al Partito dei Lavoratori del Kurdistan turco (PKK)» inviso ad Ankara. «La Turchia ha reagito sin dall'inizio alla scelta degli Usa a favore dei curdi come principali alleati», afferma l'analista. «Ma gli americani non hanno ma risposto alle richieste dei turchi" aggiunge, sottolineando che "Ankara ha sopportato, sopportato, sino all'ultima mossa statunitense». Dall'altra parte la Russia che «tace» e che rispetto ai curdi sinora è sempre stata «neutrale», «controlla lo spazio aereo» all'interno del quale «la Turchia si muove molto limitatamente» in questa offensiva. In sostanza senza un accordo informale con Mosca, Erdogan non avrebbe potuto fare molto.

Patti chiari ma non formali
Dunque, patti chiari ma non formali, raggio d'azione limitato, ma mano libera a Erdogan dal punto di vista della «propaganda». Ossia vendere l'azione presso la sua opinione pubblica nel migliore dei modi, proprio mentre la Russia non ci metteva bocca. In cambio per Mosca e per le truppe governative di Damasco «mani libere vicino a Idlib» nell'offensiva contro il gruppo dell'organizzazione terroristica Jabhat al Nusra, composto da oltre 1.500 militanti, nella parte orientale della provincia. L'operazione ha avuto fortuna nonostante il gruppo terroristico possa contare su carri armati, veicoli da combattimento di fanteria, cannoni di artiglieria da campo e mortai. Ma quali conseguenze può avere quella che anche la stampa russa definisce «la nuova invasione del territorio della Siria iniziata dalla Turchia»? Lukyanov non esclude che ci possano essere delle conseguenze qualora la Turchia non rispetti gli accordi informali con la Russia. «Se ci saranno i curdi, Ankara non parteciperà», ma è chiaro che «senza i curdi» non è possibile discutere un processo di pace.

Lavrov vuole i curdi a Sochi
Nel frattempo il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, proprio questa mattina, ha parlato della necessaria partecipazione dei curdi siriani ai negoziati per porre fine alla crisi nel paese arabo. «Il ruolo dei curdi nel processo politico deve essere garantito (...) sulla piattaforma comune», ha detto Lavrov in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo yemenita, Abdulmalik al Mijlafi. Lavrov ha anche assicurato che i delegati curdi sono stati inclusi nella lista dei partecipanti al primo Congresso nazionale di dialogo che si terrà nella città russa di Sochi a fine mese. Salvo slittamenti. «Il ruolo dei curdi nel processo politico deve essere garantito (...) sulla piattaforma comune», ha detto Lavrov in una conferenza stampa congiunta con il suo omologo yemenita, Abdulmalik al Mijlafi. Lavrov ha anche assicurato che i delegati curdi sono stati inclusi nella lista dei partecipanti al primo Congresso nazionale di dialogo che si terrà nella città russa di Sochi a fine mese.

I curdi: la Russia ci ha traditi
Dal canto loro, i curdi sembrano sentirsi traditi dalla Russia. Mosca, ha detto il comandante generale delle Ypg, Sipan Hamo, in una dichiarazione riportata al sito curdo HawaraNews, ha «tradito» gli accordi che aveva con i miliziani curdi delle Unità di Difesa del Popolo curdo (Ypg) e "si è messa d'accordo con la Turchia" che sabato scorso ha lanciato un'offensiva giorni contro Afrin, città bastione delle forze curde nel Nord della Siria. E' quanto ha detto il comandante generale delle Ypg, Sipan Hamo, in una dichiarazione riportata al sito curdo HawaraNews. «La Russia con le sue politiche e le sue posizioni a fianco della Turchia appartiene ormai al fronte ostile al nostro popolo - ha detto Hamo - avevamo alcuni accordi con la Russia, ma nel giro di una notte la Russia ha sbattuto al muro queste intese tradendoci»«Questo voltafaccia conferma l'ipocrisia russa - ha aggiunto - la Russia è uno Stato che mercanteggia ed è evidente che si è messa d'accordo con la Turchia su alcune questioni e ha ottenuto quel che voleva. Pertanto la posizione di oggi della Russia è una posizione senza principi».