21 luglio 2019
Aggiornato 11:00
Onu

La prima volta di Trump all'Onu (che vuole già riformare)

Il presidente Usa Donald Trump fa il suo debutto oggi alle Nazioni unite con un discorso sulla riforma dell’istituzione, all’avvio di un’intensa settimana diplomatica in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu

NEW YORK - Trump all'Onu per la prima volta. Il presidente Usa Donald Trump fa il suo debutto oggi alle Nazioni unite con un discorso sulla riforma dell’istituzione, all’avvio di un’intensa settimana diplomatica in occasione dell’Assemblea generale dell’Onu, che sarà dominata dalle preoccupazioni per Corea del Nord, Iran e Birmania Trump, che a suo tempo definì l’Onu un «club» dove «la gente si incontra, chiacchiera e si diverte», esporrà la sua ricetta per migliorare il funzionamento dell’organizzazione, dove domani parlerà all’Assemblea generale. Circa 130 leader mondiali parteciperanno alla riunione globale, ma tutti gli occhi saranno su Trump, che con la sua agenda «America First» preoccupa nemici e amici. Finanziatore numero uno dell’Onu, Washington ha minacciato di chiudere il rubinetto dei fondi, il che, secondo il segretario generale Antonio Guterres, sarebbe «un problema irrisolvibile» per l’organismo. Anche Guterres, che punta a riformare la burocrazia Onu, parteciperà all’incontro al termine del quale i leader firmeranno un memorandum d’intenti sulla riforma. Francia e Russia sono fredde sull’iniziativa Usa e temono che Washington punti più a tagliare i costi che a dare nuova vita all’istituzione. L’ambasciatrice Usa all’Onu Nikki Haley è stata tra i promotori del taglio di 600 milioni di dollari al budget delle forze di pace Onu quest’anno.

Gli incontri con Macron e Netanyahu
Oggi Trump incontrerà il presidente francese Emmanuel Macron, anche lui domani alla sua prima davanti all’Assemblea generale, e il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sia Macron sia Netanyahu dovrebbero sollevare la questione dell’accordo sul nucleare iraniano, il capo dello Stato francese per caldeggiarne la conferma, il premier israeliano per chiederne la revoca. Trump avrà anche una cena di lavoro con i leader sudamericani per affrontare il tema della crisi in Venezuela.

Al centro i test coreani
I test missilistici e nucleari nordcoreani saranno al centro dell’attenzione: giovedì i ministri degli Esteri discuteranno di nuove sanzioni contro Pyongyang in una riunione del Consiglio di Sicurezza Onu dedicata alla non-proliferazione. Sempre giovedì Trump vedrà i leader giapponese e sudcoreano, che appoggiano l’iniziativa Usa per nuove sanzioni contro Kim Jong-un. Russia e Cina invece chiedono il dialogo con la Corea del Nord e sostengono che l’opzione militare messa sul tavolo da Washington avrebbe conseguenze catastrofiche. Il segretario agli Esteri britannico Boris Johnson ospiterà un incontro sulla campagna militare in Birmania che l’Onu ha descritto come «pulizia etnica», dopo che oltre 400mila Rohingya hanno dovuto lasciare il Paese. All’incontro a porte chiuse parteciperanno un rappresentante di Myanmar e i ministri degli Esteri di «vari Paesi con un forte interesse nel vedere la fine delle violenze» ha detto un diplomatico britannico. Prima dell’assemblea i membri dell’Onu discuteranno dei postumi dell’uragano Irma che ha devastato i Caraibi e la Florida.