«Gli USA non vogliono un cambio di regime a Pyongyang»
L'hanno affermato in un intervento a quattro mani sul Wall Street Journal il segretario di Stato Usa Rex Tillerson e il segretario alla Difesa James Mattis, precisando però che il popolo nordcoreano non è la stessa cosa «del regime ostile di Pyongyang».

NEW YORK - Gli Stati uniti non intendono «ferire» il popolo della Corea del Nord. L'hanno affermato in un intervento a quattro mani sul Wall Street Journal il segretario di Stato Usa Rex Tillerson e il segretario alla Difesa James Mattis, precisando però che il popolo nordcoreano non è la stessa cosa «del regime ostile di Pyongyang».
Da giorni è in corso un'escalation verbale tra la Corea del Nord, che ha minacciato di lanciare missili contro l'isola del Pacifico di Guam dove sono collocate alcune basi militari Usa, e il presidente americano Donald Trump, il quale ha evocato «fuoco e ira» senza precedenti contro Pyongyang.
RESPONSABILITÀ STRATEGICA - Tillerson e Mattis hanno affermato che l'obiettivo dell'amministrazione Usa è quella di condurre una pacifica campagna di pressione per ottenere lo stop del programma bellico nordcoreano, non di realizzare un cambio di regime. Soprattutto hanno sostenuto: «Non abbiamo desiderio d'infliggere ferite nel popolo nordcoreano, che da lungo tempo soffre e che è un'altra cosa rispetto al regime ostile di Pyongyang».
Gli Stati uniti stanno «sostituendo la politica fallita della 'pazienza strategica'» della precedente presidenza Obama, con «una nuova politica della responsabilità strategica».
OPZIONE MILITARE - L'opzione militare sarà valutata solo se tutti gli sforzi diplomatici e le sanzioni economiche non funzioneranno con la Corea del Nord. L'ha affermato oggi il presidente degli Stati maggiori riuniti Usa, generale Joseph Dunford, che ha incontrato a Seoul il presidente sudcoreano Moon Jae-in.
Alla fine dell'incontro tra i due, il portavoce di Moon, Parl Su-hyun, ha riferito che l'alto ufficiale ha comunicato al presidente che «tutti sperano di risolvere l'attuale situazione senza una guerra» e ha ribadito che Washington e Seoul coordineranno le loro azioni sulla Corea del Nord.
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