24 ottobre 2019
Aggiornato 00:30
Altro tema caldo i 'tagli' alla sicurezza

Gb, a 10 giorni dal voto il sondaggio che fa tremare la May (e i sostenitori della Brexit)

Un ultimo sondaggio sulle elezioni britanniche del prossimo 8 giugno pubblicato oggi dal Times suggerisce che i conservatori della premier Theresa May potrebbero non raggiungere la maggioranza assoluta

LONDRA - Un ultimo sondaggio sulle elezioni britanniche del prossimo 8 giugno pubblicato oggi dal Times suggerisce che i conservatori della premier Theresa May potrebbero non raggiungere la maggioranza assoluta, perdendo sino a 20 dei 330 di cui ora dispongono in parlamento, mentre i laburisti ne guadagnerebbero 30. Attualmente i conservatori hanno una maggioranza di 17 seggi e, se l’esito delle elezioni confermasse il sondaggio, nel prossimo parlamento nessuno avrebbe la maggioranza assoluta (anche se il margine di errore, per ammissione dello stesso istituto di sondaggi che ha realizzato il rilevamento, è molto ampio). Il Times titola con evidente enfasi: «Un sondaggio predice perdite scioccanti per Theresa May alle elezioni» e i dati del rilevamento indicano effettivamente una situazione complicata. Con una maggioranza richiesta di 326 seggi, i conservatori ne avrebbero 310, i laburisti 257, e l’Snp (il partito nazionale scozzese) 50. A complicare il quadro e a delineare la prospettiva di un’impossibile maggioranza è il risultato dei liberaldemocratici, che strapperebbero soltanto 10 seggi e quindi, anche alleandosi con i conservatori (320 seggi in totale), o con i laburisti (257 seggi in totale), non garantirebbero i numeri richiesti.

Scontro May-Corbyn sulla Brexit
A dieci giorno dalle elezioni anticipate, inoltre, la premier tory Theresa May e il leader laburista Jeremy Corbyn si scontrano apertamente sul tema della Brexit. Intervistati in televisione separatamente (la May non ha voluto un confronto diretto) i due leader hanno assunto posizioni distantissime, con Corbyn che ha ribadito l'esigenza di trovare un accordo con la Ue mentre la May si è detta pronta «a uscire» sottolineando di essere convinta che che «è meglio che non ci sia nessun accordo piuttosto che fare un cattivo accordo». «Siamo preparati a uscire e fare la nostra strada», ha insistito la premier, aggiungendo che in Europa c0è già «chi sta cercando il modo di punirici». Opposta la posizione di Corbyn che, ricordando lo stretto scarto con cui la scelta della Brexit ha prevalso l'anno scorso, ha ribdito che in caso di vittoria laburista alle elezioni «noi faremo in modo che vi sia un accordo». «Non possiamo inziare i negoziati faendo la voce grossa e minacciando l'Europa evocando ritorsioni fiscali o cose del genere».

Divisi anche sul terrorismo
Altro tema chiave della serata televisiva è stata l'emergenza terrorismo. Nei giorni scorsi, dopo l'attentato di Manchester, più volte Corbvn e i laburisti hanno denunciato la «devastante» politica di tagli alla sicurezza e alle forze dell'ordine. Interrogato sul tema, la May non ha potuto negare i tagli ma ha replicato che il governo ha il dovere di fare in modo che il paese viva «con i suoi mezzi...data la situazione economica che abbiamo ereditato». A Corbyn invece - che più volte si è dichiarato di fede repubblicano - è stato chiesto se davvero vuole abolire la monarchia, ma il leader laburista ha replicato secco: abolire la monarchia «non è nell'agenda di nessuno e certamente non è nella mia agenda- deò resto lo sapere, ho avuto anche di recente uno scambio molto cortese con la regina»

Gli ultimi sondaggi
Gli ultimi sondaggi danno il partito laburista di Jeremy Corbyn in rimonta nei confronti dei conservatori. Stando all'ultimo sondaggio pubblicato domenica dal Sunday Telegraph, il Labour ha solo sei punti di distacco dai Tories, quando mancano meno di due settimane al voto dell'8 giugno, attestandosi al 38% delle preferenze contro il 44% dei conservatori. I liberaldemocratici sono al 7% e l'Ukip al 4%. All'inizio di maggio, ricordava il quotidiano, i Tories potevano contare su un distacco di 15 punti. A guidare la ripresa del Labour sarebbe il sostegno delle donne, che hanno cominciato a guardare in maniera sempre più positiva al partito di Corbyn: secondo la rilevazione Orb, se a metà maggio solo il 31% delle donne diceva di voler votare laburista, questa settimana le preferenze sono balzate al 40%, solo un punto in meno rispetto ai Tories.