A seguito del disimpegno di Trump verso l'Europa

La Germania si doterà della bomba atomica?

In Germania e non solo è esploso il dibattito sulla possibilità che il Paese si doti di armi nucleari proprie per assumere un ruolo di deterrenza nei confronti della Russia, a difesa dell'Europa

BERLINO – Che la cancelliera Angela Merkel non fosse particolarmente entusiasta dell'elezione di Donald J. Trump alla presidenza degli States lo si è capito fin da subito. Il messaggio di congratulazioni che Berlino ha indirizzato al nuovo interlocutore transatlantico suonava un po' come un avvertimento, con quel solerte rifermento ai «valori comuni» entro cui si sarebbe potuta proseguire la collaborazione tra le due sponde dell'Atlantico. Le successive uscite di Trump e collaboratori sull'Unione europea, sulla Brexit e sull'euro come «marco travestito» non hanno di certo rasserenato il clima. Tanto che la stampa ha molto speculato su quella «mancata» stretta di mano a favore dei fotografi durante l'incontro tra Frau Merkel e il tycoon alla Casa Bianca.

Gli Usa non più solerti difensori dell'Europa?
Ma ciò che impensierirebbe di più Berlino, del «pacchetto Trump», sarebbe soprattutto la riconsiderazione degli equilibri nella Nato preannunciata dal nuovo Presidente. Si teme, in particolare, che gli Usa di Donald Trump non siano più così solerti nel difendere la sicurezza dell'Europa in caso di aggressioni esterne. Su Berlino, oltretutto, pesano le pressioni degli Stato baltici e dell'Est europeo, particolarmente timorosi di fronte ad eventuali minacce russe. Ecco perché analisti, osservatori e politici hanno iniziato a sventolare la caduta di un vero tabù: e cioè la possibilità che la Germania possa dotarsi di proprie armi nucleari per sventare ogni (presunta) minaccia.

La Germania ospita già ordigni Nato
Che la «locomotiva d'Europa» sia tra i Paesi che ospitano ordigni nucleari statunitensi è ormai cosa risaputa. Wikileaks e diverse ricerche autorevoli in materia già da qualche anno hanno portato alla luce tale evidenza. Non solo: nel 2015 ha fatto particolare scalpore la notizia che gli Stati Uniti avrebbero dotato la Germania di 20 nuove bombe atomiche tipo B61-12 nella base aeronautica di Büchel, in Renania-Palatinato. Una notizia che, naturalmente, ha suscitato le proteste della Russia, che ha denunciato come l'iniziativa contrastasse con i termini del Trattato di non proliferazione nucleare.

Una nuova potenza nucleare europea?
Qui, però, non si sta parlando di armamenti Nato. Si sta parlando di bombe, eventualmente, tedesche. In sostanza, la Germania starebbe considerando (o qualcuno, in Europa, le starebbe chiedendo di farlo) di infrangere il tabù post-bellico e di assumere le fattezze di una potenza militare in grado di proteggere l'Europa in caso di minacce esterne. Facendo le veci degli Stati Uniti, che oggi, con Donald Trump presidente, non sembrano disposti come un tempo a soccorrere gli alleati.

Il dibattito su Foreign Policy
La questione è stata oggetto di dibattito sulla rivista americana «Foreign Policy». Ne ha scritto per primo Rudolph Herzog, sostenendo, in sostanza, che il riarmo nucleare tedesco potrebbe dare luogo a una «tragedia nazionale». Dalla stessa rivista, gli ha risposto Max Boot, presentando un punto di vista pressoché opposto. A suo avviso, Berlino avrebbe tutte le ragioni per temere un'aggressione della Russia, ma la vera questione su cui concentrarsi sarebbe il (presunto) rifiuto di Trump di soccorrere gli alleati.

Il dibattito sui media tedeschi
Ma a dare il via alla discussione è stato il quotidiano berlinese, «Der Tagespiel», due mesi dopo l'elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Il quotidiano sosteneva che il riarmo tedesco sarebbe stato l'unico modo per rispondere alle minacce russe, nel caso in cui Trump intendesse chiudere l'ombrello della Nato. Quindi, la «provocazione» è stata colta da «Die Ziet», che ha sparlato dell'opzione che Berlino possa investire velocemente nella «Forza d'urto», forza di dissuasione nucleare francese.

Anche la politica ne parla
Il dibattito è continuato addirittura in ambienti politici internazionali. Jaroslaw Kaczynski, capo del partito di governo in Polonia, ha infatti dichiarato a un giornale tedesco che «una nuova superpotenza europea sarebbe benvenuta». Anche un parlamentare della Cdu, partito della Merkel, ha chiesto a Berlino di fare pressioni per la costituzione di una deterrenza nucleare europea. Tali affermazioni hanno consentito allo «Spiegel» di chiedersi se fosse giunto il momento che la Germania si dotasse di un proprio armamento nucleare. Lo stesso «Financial Times» ha chiesto a Berlino di «considerare l'impensabile» sulla questione.

La smentita della Merkel
Tali sollecitazioni devono essere giunte alle orecchie della Cancelliera, che ha immediatamente smentito per placare gli animi. «Non ci sono piani per costruire armamenti nucleari in Europa che riguardino il governo federale», ha dichiarato il portavoce della Merkel. La prospettiva, però, non pare del tutto esclusa. Almeno, con i dovuti distinguo. Basti considerare quanto dichiarato da Roderich Kiesewetter, parlamentare tedesco ed ex colonnello che è anche il portavoce per la Politica estera del partito di Angela Merkel, che ha auspicato che la Germania possa ricoprire un ruolo di leadership nel mettere in campo un deterrente nucleare europeo. Ma poi ha specificato: «Ma una bomba tedesca sarebbe un disastro perché favorirebbe una nuova escalation nucleare mondiale».

Se Berlino si dotasse della bomba
La questione è complessa e controversa. Innanzitutto, la Germania è firmataria del Trattato di non proliferazione nucleare, NPT, e sarebbe quindi illegale, per il Paese, acquisire la bomba.  Un improvviso ritiro dall'accordo – che già, secondo molti, sarebbe vanificato dalla presenza sul territorio europeo di bombe Nato – avrebbe conseguenze geopolitiche devastanti, perché minerebbe la credibilità di quel testo agli occhi del resto del mondo. Altri Paesi potrebbero seguire a ruota questa pratica, come l'Iran, ma anche Arabia Saudita, Giappone, Taiwan, Corea del Sud.

Un background storico difficile
Senza considerare il background storico che pesa necessariamente sulla Germania, il cui passato nazista l'ha collocata, nel XX secolo, in prima linea nei dibattiti sullo sterminio nucleare. Un dibattito che coinvolse direttamente la Germania anche durante la Guerra fredda, quando, a partire dal 1956, si stabilì che 91 testate nucleari venissero sganciate «solo su Berlino Est» in caso di aggressione dell'Unione sovietica.

Così vicina alla guerra nucleare, ma la storia l'ha salvata
La Germania è stata anche interessata dallo stanziamento di missili a corto e medio raggio, noti come Pershing II, che in 15 minuti, sono in grado di colpire Mosca. Sul confine tra la Germania Est e la Germania Ovest furono situati numerosi ordigni nucleari. Ed entrambe le aree hanno ospitato anche testate con cariche esplosive minime, che potevano essere disattivateda ufficiali di basso grado. Il territorio tedesco, insomma, era il terreno di scontro più probabile per un eventuale conflitto nucleare. Ecco perché il dibattito di recente aperto, che pure è rimasto su toni ipotetici, deve essere preso in seria considerazione.