15 dicembre 2018
Aggiornato 11:00

Chi è Annegret Kramp-Karrenbauer, l'erede prescelta di Angela Merkel

Devota cattolica, madre di tre figli, su temi sociali quali le nozze gay è più conservatrice e ha promesso fermezza sull'immigrazione, in un partito che tentata di recuperare i voti persi a destra
Annegret Kramp-Karrenbauer e Angela Merkel
Annegret Kramp-Karrenbauer e Angela Merkel (ANSA)

AMBURGO - Nota ai tedeschi come «AKK», la pacata e modesta Annegret Kramp-Karrenbauer è così abituata ad essere paragonata alla cancelliera Angela Merkel che non si offende se viene chiamata «mini-Merkel». Ma la neoeletta leader del partito conservatore tedesco Unione cristiano democratica, che sostituisce dopo 18 anni Merkel, è la prima a dire di non essere un copia carbone della cancelliera.

DEVOTA CATTOLICA - Considerata come l'erede prescelta di Merkel, AKK ha promesso di mantenere il corso centrista del capo del governo e sostiene che il partito si deve posizionare come «il partito del popolo al centro». Ma la devota cattolica, madre di tre figli, su temi sociali quali le nozze gay è più conservatrice e ha promesso fermezza sull'immigrazione, in un partito che tentata di recuperare i voti persi a destra. «Ho le mie idee e questo ha condotto a conflitti con Angela Merkel» ha dichiarato di recente la 56enne al quotidiano Frankfurter Allgemeine. «Ma non prenderò artificialmente le distanze da lei» ha aggiunto con la sua ben nota lealtà. La vittoria di una protetta al congresso della Cdu dà ossigeno a Merkel, la cui permanenza alla guida del governo fino al ritiro dalla politica nel 2021 dipende dai suoi buoni rapporti con il capo del partito.

SECCHIONA - Nata nella Saarland, un piccolo land collinoso al confine con la Francia, AKK è cresciuta in una grande famiglia cattolica e si è autodefinita una secchiona che adorava leggere e non saltava mai un giorno di scuola. Ha sposato Helmut Karrenbauer nel 1984, lo stesso anno n cui ha cominciato gli studi di legge ed e scienze politiche. La coppia ha tre figlie e AKK ha ringraziato il marito, che ha seguito la famiglia mentre le ha dato la scalata alla politica. Molto amata a livello locale, AKK è stata ministro regionale prima di diventare premier della Saarland nel 2011. E' balzata all'attenzione nazionale quando è stata rieletta a furor di popolo nel 2017, in controtendenza con le batoste prese a livello regionale dalla Cdu. E' stata la stessa Merkel a porgerle un mazzo di fiori dopo la vittoria.

DETERMINATA E PRAGMATICA - AKK ha poi avuto ruolo chiave nei tortuosi colloqui perla formazione di una coalizione seguiti a un'elezione generale inconcludente, ottenendo consensi per la sua determinazione e il suo pragmatismo nella maratona negoziale. In febbraio, Merkel l'ha premiata, scegliendola come numero due del partito e portandola dalla Saarland a Berlino.
Come leader della Cdu AKK è ora in pole position per diventare la prossima cancelliera, una carica sulla quale non nasconde di aver messo gli occhi.
Respingendo le critiche secondo cui rappresenta al continuità in un momento in cui il partito ha bisogno del cambiamento, AKK ha detto di non aver bisogno di «annullare» l'eredità di Merkel, ma si è mossa per ritagliarsi un profilo autonomo.

SICUREZZA E INTEGRAZIONE - Pur lodando la controversa decisione del 2015 della Merkel di consentire a centinaia di migliaia di richiedenti asilo di entrare in Germania, AKK ha detto che è necessaria un'azione più forte per placare le paure dei tedeschi per la sicurezza e l'integrazione. I richiedenti asilo condannati dovrebbero essere espulsi non solo dalla Germania ma dall'intera area Schengen europea, ha sostenuto. E ha lanciato l'idea di reintrodurre il servizio militare o un anno di servizio nazionale per rafforzare la coesione sociale. Forse la sua presa di posizione più controversa: si è opposta ai matrimoni gay legalizzati nel 2017 con il sostegno della Merkel.

LONTANA DALLO STILE MERKEL - Appassionata partecipante alle celebrazioni annuali del carnevale della sua regione, AKK è nel corso degli anni diventata una beniamina del pubblico con un costume da «donna delle pulizie Gretel». Ha ripreso il ruolo l'anno scorso, salendo sul palco con tanto di camiciotto e scopa per prendere in giro i pezzi grossi della politica di Berlino, una cosa molto lontana dallo stile Merkel. Nonostante queste differenze, per la maggior parte dei tedeschi AKK è sinonimo di continuità in un paese che si prepara al dopo Merkel. «C'è un desiderio di maggiore inclusione e fiducia in se stessi nel partito», ha detto. «Ma non avverto un desiderio di rompere completamente con l'attuale corso».