23 febbraio 2020
Aggiornato 11:30
Una scelta che ha fatto scalpore

Theresa May a Riad sfida l'Islam e non indossa il velo

Margaret Tatcher, nel 1985, optò per un cappello a banda larga. Theresa May si è spinta ancora più in là e ha scelto di incontrare le autorità saudite a capo scoperto

RIAD - Marine Le Pen ha fatto scuola. Non è passato molto tempo da quando la candidata alle presidenziali francesi, in visita in Libano, ha deciso di non indossare il velo in occasione dell'incontro con il Gran Muftì, incontro che poi è saltato proprio per questo motivo. A seguire il suo esempio, la premier britannica Theresa May, durante la sua visita a Riad.

Orgoglio occidentale
Un gesto che sarà apparso ancora più provocatorio, agli occhi degli ultraconservatori del regime salafita, rispetto a quello di Le Pen in Libano, che (ancora) non ricopre alcuna carica istituzionale. La May, invece, è il Primo ministro di uno dei massimi alleati occidentali dei sauditi, ma sul velo non ha voluto sentir ragioni. Neppure quelle di certo puntualmente elencate dal Foreign Office, attentissimo ai dettagli del cerimoniale.

Dopo la Tatcher
La raccomandazione principale è stata quella di «indossare abiti discreti e non aderenti, come anche una mantella lunga (abaya) e il velo sulla testa». Ma sul «particolare» del velo ha voluto fare a modo suo. Prima di lei, Margaret Tatcher - a cui spesso è paragonata - nel 1985 fece qualcosa di simile: durante una visita ufficiale nel regno dei Saud non indossò il velo, ma optò per un cappello a banda larga a coprire la maggior parte del capo. 32 anni più tardi, la scelta della May è ancora più coraggiosa: si è presentata a capo scoperto. Una scelta che ha raccolto l'appoggio del web, da cui è giunto un plauso unanime per quella che è stata letta come una vera propria sfida a consuetudini trivie, obsolete e discriminatorie cui l'Islam è particolarmente legato.