8 dicembre 2019
Aggiornato 19:30

Caso Khashoggi, anche l'Arabia Saudita promette di «punire i responsabili»

Arrivano le prime ammissioni dal governo di Riad sull'omicidio del dissidente Khashoggi nel consolato ad Istanbul. Erdogan chiede un processo in Turchia

ISTANBUL – Il caso del giornalista saudita dissidente Jamal Khashoggi ucciso nel consolato del suo Paese a Istanbul sta dividendo la stampa araba in due fronti opposti: uno pro-saudita e l’altro decisamente contro. Con una terza fascia di giornali indipendenti che non si espongono e restano in silenzio in attesa degli sviluppi nel timore di rappresaglie del potente regno. Del resto non poteva che essere così, dal momento che quasi tutti i principali media arabi sono o di proprietà della famiglia reale saudita, oppure dei loro rivali del Qatar, Paese in rotta di collisione con Riad. Dall'estero, invece, altri media riferiscono che parti del corpo di Khashoggi sarebbero «state trovate» nella residenza del console saudita a Istanbul: lo sostiene SkyNews citando fonti turche. Le stesse fonti hanno detto all’emittente che l’opinionista di Washington Post è stato «tagliato» a pezzi e il volto «è sfigurato». I resti di Khashoggi non sono stati ufficialmente ancora trovati, ma la polizia turca ha trovato un’auto del consolato in un parcheggio sotterraneo a Istanbul.

La Turchia vuole andare fino in fondo
Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiamato i familiari del giornalista, promettendo loro che «farà di tutto» per fare chiarezza sul suo omicidio nel consolato del Paese a Istanbul. Lo ha indicato una fonte presidenziale. Durante questo colloquio, Erdogan ha dichiarato che Ankara intende «seguire questa vicenda» e che «sarà fatto tutto ciò che è necessario per fare chiarezza su questo crimine». Nel suo discorso pubblico di ieri mattina ad Ankara, il presidente della Turchia ha chiesto anche un processo a Istanbul per i sauditi indagati per il delitto, secondo lui pianificato nei dettagli con giorni di anticipo. «Questo è un omicidio politico» ha aggiunto. Ma il presidente turco ha aggiunto di volere risposte a numerose domande come «chi ha dato gli ordini» al team e dove si trova il cadavere. Erdogan non ha fatto il nome del principe Mohammed nel suo discorso, ma ha citato il re saudita Salman dicendosi fiducioso della sua collaborazione nell’inchiesta.

Prime ammissioni dall'Arabia Saudita
Riad ha confermato l’omicidio solo oltre due settimane dopo l’evento. Il governo saudita ha annunciato di voler punire tutti i responsabili, «chiunque essi siano», non solo le persone direttamente coinvolte, ed ha promesso «correzioni di rotta», riferiscono i media di stato sauditi. «I provvedimenti che saranno presi dal regno per la morte del giornalista Jamal Khashoggi non si fermeranno a punire negligenti e responsabili diretti ma comprenderanno anche correzioni di rotta», ha riportato la Cnn araba citando un comunicato del Consiglio dei ministri saudita. Anche il re e il principe ereditario saudita hanno ricevuto membri della famiglia di Khashoggi. Certo è che l’assassinio dell’editorialista del Washington Post ha danneggiato non poco la reputazione del principe ereditario Mohammed bin Salman, che ha avviato con grande clamore mediatico un programma di riforme nel regno.