23 febbraio 2020
Aggiornato 22:00
Dialogo con gli Usa di Obama sempre più a rischio

Siria, Mosca: attacco all'ospedale da campo russo era voluto. Modesta la reazione Usa

Mosca ha accusato i militanti di aver preso di mira di proposito l'ospedale da campo russo attaccato ieri, e gli Usa di aver avuto una reazione modesta

MOSCA - L'ospedale da campo russo colpito ieri ad Aleppo era stato preso di mira e i militanti hanno aperto il fuoco volutamente. «Avevano le coordinate» dichiara il il Cremlino. La Russia praticamente da sola sta cercando di fornire assistenza umanitaria agli abitanti di Aleppo e si rammarica che la comunità internazionale, inclusi gli Stati Uniti, più che modestamente rispondano al bombardamento dell'ospedale russo, ha detto il segretario stampa del presidente Putin, Dmitry Peskov.

Mosca sola ad assistere chi scappa da Aleppo Est
«Ci dispiace molto che la comunità internazionale, inclusi i nostri partner in America, rispondano più che modestamente alla tragedia che si è verificata» ha detto Peskov. Per poi aggiungere: «Ci dispiace molto che la parte russa sia ormai praticamente da sola nel tentativo di fornire assistenza umanitaria a quelle persone che escono da Aleppo Est, sfuggendo dalla prigionia dei militanti. Saremmo lieti di avere un approccio più attivo dei nostri partner occidentali, in questo contesto».

Tra Putin e Obama dialogo difficile
«Il presidente Putin e il presidente Obama hanno avuto l'opportunità di un breve scambio di opinioni a Lima, in piedi, e hanno appena toccato gli affari siriani, ma è stato lì che si è convenuto che il lavoro continuerà» ha risposto Peskov ad una domanda se la Russia voglia aspettare l'insediamento di Donald Trump per accordarsi su Aleppo. Secondo Peskov, «nel contesto della visione dei due presidenti», il lavoro continua attraverso il ministro degli Esteri della Federazione Russa Sergei Lavrov e il Segretario di Stato John Kerry, ma «la situazione non è facile». Il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov ha detto ieri che i militanti della cosiddetta opposizione siriana hanno attaccato l'ospedale ad Aleppo, confermando i due morti e il ferito tra il personale medico.

Lavrov: i militanti che non si arrendono saranno eliminati
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha inoltre sottolineato che "I militanti che rifiutano di lasciare Aleppo saranno eliminati». Le forze del regime siriane si apprestano a conquistare il più importante quartiere di Aleppo Est, dopo che nei giorni scorsi sono riuscite a strappare ai ribelli il 60% della zona orientale della seconda città del Paese. Qualora il quartiere di Shaar cadesse sotto il controllo di Damasco, i ribelli sarebbero costretti a una «guerra di logoramento», secondo l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Perchè si tratta «del più importante quartiere nel cuore di Aleppo Est ed è sul punto di cadere», ha precisato alla France presse il direttore dell'ong, Rami Abdel Rahman, sottolineando che le forze del regime ne hanno già preso il controllo di circa un terzo.

Damasco vicino alla riconquista di Aleppo
Con la conquista di Shaar, le forze di Damasco avrebbero il controllo del 70% di Aleppo Est, conquistata nel 2012 dai ribelli. Damasco ha lanciato a metà novembre l'offensiva per la riconquista di Aleppo Est; da allora, l'Osservatorio siriano per i diritti umani ha riferito di oltre 340 persone rimaste uccise, tra cui 44 bambini. Nello stesso periodo altre 81 persone, tra cui 31 bambini, sono rimaste uccise negli attacchi lanciati dai ribelli su Aleppo Ovest.

Nessun cessate il fuoco prima del ritiro dei ribelli
Il governo siriano ha ribadito oggi che non accetterà alcun cessate il fuoco ad Aleppo prima del completo ritiro dei ribelli dalla città. «La Siria non lascerà i propri cittadini di Aleppo Est ostaggio dei terroristi e farà ogni sforzo per liberarli - si legge in un comunicato del ministero degli Esteri pubblicato dall'agenzia di stampa Sana - quindi respinge ogni tentativo di arrivare a un cessate il fuoco ad Aleppo Est che non preveda il ritiro di tutti i terroristi».

Il veto di Russia e Cina alla risoluzione Onu
Russia e Cina hanno posto il voto a una risoluzione Onu che chiedeva una tregua di almeno sette giorni ad Aleppo, in Siria. Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov aveva bollato la bozza di risoluzione come «atto provocatorio». La risoluzione era stata presentata da Spagna, Egitto e Nuova Zelanda. Il Venezuela ha votato contro, mentre l'Angola si è astenuto.