25 giugno 2019
Aggiornato 07:30
Putin a capo del complotto

La favola cattiva dell'Ue: un complotto russo contro il paradiso Europa, Putin vuole invaderci

Se dalla Ue sono in grado dirci, addirittura con una risoluzione ufficiale, che Russia ed Isis più o meno la stessa cosa, cosa ci propinano sul resto? Quando chiedono sacrifici? Quando chiedono austerità? Quando chiedono riforme?

BRUXELLES - Regola numero uno: quando il tuo gruppo è rissoso, litigioso, ed è a un passo dell’esplosione, la prima cosa da fare è trovare un nemico esterno. Se non c’è bisogna inventarselo. L’Unione Europea, fracassata da mille diatribe ed egocentrismi che stanno demolendo ogni residuo ideale dei tempi che furono, ha deciso che per rinsaldare le fila è necessario un nemico alle porte. Con una risoluzione «ballardiana», fantascientifica, ha reso noto che «Il governo russo sta utilizzando un ampio ventaglio di strumenti come think tanks, tv multilingua come Russia Today (RT), pseudo-agenzie di stampa e service come Sputnik, social media e troll sul web per sfidare i valori democratici e dividere l'Europa». Nel documento si segnala anche la crescita della pressione propagandistica dei gruppi jihadisti. Inoltre la risoluzione sottolinea la necessità per l'Europa di contrastare queste "campagne di disinformazione.»

Complotto russo, Putin vuole invaderci
Un immenso complotto degli 007 un tempo sovietici sta minando il benessere dell’Unione Europea. L’orso russo erede di Stalin si nasconde dietro organi di informazione che tentano di sabotare dall’interno il paradiso dei giusti: questa la teoria della approvata dal parlamento Ue. Ora, questa vicenda, potrebbe tranquillamente essere derubricata alla voce «ubriachezza molesta». Nota è infatti la debolezza dei vertici, anzi del vertice assoluto della commissione, verso i goccetti che, bevuti a metà mattina, a metà giornata, a metà pomeriggio, a metà sera e a metà notte, fanno un po’ perdere di lucidità. Ma non si tratta però solo il tasso alcolemico: si tratta di una manipolazione pericolosa, perpetrata proprio ai danni dei cittadini europei.

La paura verso Vladimir
Ai quali viene insufflata la paura: ma di che cosa? Di Putin. L’ex agente del Kgb starebbe minando la nostra moralità, i nostri valori, la nostra forza. Ora, una delle più note regole della retorica, senza tirare in ballo Cicerone o altri, è la seguente: imputare ad altri le proprie colpe. Vale ovunque: in famiglia, a scuola, in azienda. Ribaltare la responsabilità su un terzo, possibilmente lontano, possibilmente impossibilitato ad esprimere la propria opinione. A scuola il pargolo prende tutti due? Colpa del ministro che ha fatto la riforma. Ti fanno la multa perché lasci l’automobile sulle strisce? Colpa dell'assessore alla viabilità. E così via. E’ vero, la nostra civiltà cade a pezzi. Ma è colpa di Putin e degli 007 del fu Kgb? La classe media viene cancellata da chi? Da Lavrov, l’arcigno ministro degli esteri russo? La risoluzione approvata a Strasburgo, a stragrande maggioranza apre scenari inquietanti: i commissari europei, nonché il Parlamento, considerano i cittadini di questa sgangherata Unione come una massa di dementi? La risposta, dopo una risoluzione simile, è doverosa: sì.

Putin hacker per favorire Trump
Nei giorni passati una battente campagna stampa ha sostenuto che un’organizzazione segreta, finanziata dai russi di Putin, sostenesse il M5s e denigrasse il Partito Democratico. Si è scoperto che una parte di tale organizzazione è la moglie di Brunetta, che si era inventata un account falso con cui insultava un po’ tutti. Si spera che nessuno in Italia osi più criticare, o deridere, la Pravda. Potrebbe anche in questo caso esser tutto relegato a ciarpame, barzelletta da osteria. E' un vero peccato che a causa di piccole tecniche di sostegno all’appartenenza si sprechino occasioni importanti volte a incrementare gli scambi commerciali, e culturali, tra differenti mondi.

La Russia non è nemica dell'Occidente
La vittoria di Donalad Trump dovrebbe aprire gli occhi rispetto una cruda verità: la Russia non è nemica dell’Occidente. La Russia, al massimo, è un alleato. Mille sono i suoi difetti, inutili elencarli tutti. Ma il pulpito da cui la giudichiamo è debole e scricchiolante, e nella nostra morale, seppur secolarizzata, la parabola dell’adultera qualcosa dovrebbe ancor significare. A maggior ragione quando accusiamo la Russia di mille complotti, come, solo poche settimane fa, l’attacco hacker per favorire il candidato Trump: che poi ha vinto con i voti del sottoproletariato statunitense che nemmeno sa dove sia la Russia nel mondo. L’aspetto tragico di questa vicenda non riguarda quindi la Russia di Putin, che ha modo di difendersi da sola. Bensì la percezione che a Bruxelles hanno dei cittadini europei: una turba manipolabile, sciocca ed emotiva, a cui si può raccontare ogni panzana. Se sono in grado dirci, addirittura con una risoluzione ufficiale, che Russia ed Isis più o meno la stessa cosa, cosa ci propinano sul resto? Quando chiedono sacrifici? Quando chiedono austerità? Quando chiedono riforme?