26 maggio 2020
Aggiornato 13:30
Battaglioni nei Paesi baltici e in Polonia

Nato-Russia, tutti i dettagli sui battaglioni in Est Europa e sul ruolo dell'Italia

Ha fatto scalpore la notizia del contributo che l'Italia fornirà al battaglione Nato in Lettonia, e ora emergono nuovi dettagli in proposito, e a proposito dei piani dell'Alleanza

Nato vs. Russia.
Nato vs. Russia. Shutterstock

ROMA - Ha fatto scalpore la notizia del contributo che l'Italia fornirà al battaglione Nato in Lettonia, e ora emergono nuovi dettagli in proposito. L'operazione avverrà sotto comando canadese con circa 140 uomini. Al fianco dei militari italiani agiranno i colleghi di Albania, Polonia e Slovenia. Lo ha spiegato il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, che ha accolto con soddisfazione i numerosi contributi dei Paesi membri dell'Alleanza ai quattro battaglioni che saranno dispiegati nel 2017 in tre Paesi baltici (Lettonia, Lituania, Estonia) e in Polonia. Questo dispiegamento, per un totale di circa un migliaio di uomini per ciascun battaglione, è stato deciso in occasione dell'ultimo vertice della Nato, nel mese di luglio a Varsavia.

Tempistiche
Questi quattro battaglioni della Nato in Lettonia, Lituania, Estonia e Polonia - rispettivamente sotto comando canadese, tedesco, inglese e americano - saranno dispiegati progressivamente tra l'inizio e l'estate del 2017, secondo quanto spiegato da Stoltenberg. «Stiamo procedendo secondo i piani», ha detto il leader della Nato in una conferenza stampa in occasione di una riunione ministeriale a Bruxelles. «Sono molto incoraggiato (...) dal fatto che così tanti paesi si sono impegnati in modo così fermo e concreto per contribuire ai quattro battaglioni», ha aggiunto. Questa è la prova di «un sostegno transatlantico forte come una roccia per i nostri alleati».

Contributi
Al battaglione che sarà dispiegato in Lituania sotto comando tedesco parteciperanno militari di Belgio, Croazia, Francia, Lussemburgo, Paesi bassi e Norvegia. La Francia contribuirà, con la Danimarca, al battaglione della Nato che sarà dispiegato in Estonia. Infine, ha precisato Stoltenberg, Romania e Regno unito contribuiranno al pattaglione dispiegato in Polonia sotto comando americano. I battaglioni saranno «molto solidi, multinazionali, pronti al combattimento», ha sottolineato il leader della Nato.

Pinotti: importante ripresa dialogo con Mosca
Secondo il ministro della Difesa Roberta Pinotti, la riunione dei ministri della Difesa della Nato dovrà andare oltre la discussione sulle nuove tensioni con la Russia e cercare una ripresa del dialogo con Mosca, guardando poi a tutte le minacce a 360 gradi che l'Alleanza deve affrontare, con un'attenzione particolare al Mediterraneo, anche in vista dell'attuazione del coordinamento già deciso (e già in atto nell'Egeo) delle operazioni Nato-Ue nel quadro della crisi migratoria e della lotta ai trafficanti e al terrorismo. 

Guardare oltre la Russia
«In questo vertice dovremo sviluppare quello che abbiamo deciso a Varsavia, cioè che la Nato deve guardare alle possibili minacce a 360 gradi. Da questo punto di vista - ha spiegato Pinotti -, non credo che questo debba essere un vertice concentrato esclusivamente sul tema, che verrà affrontato, delle misure di rassicurazione decise per i paesi dell'Est, e quindi di quelle che possono essere le tensioni con la Russia. Io spero anche - ha detto il ministro - che si parli di una ripresa di dialogo (con la Russia, ndr) in quel tavolo, perché non ha nessun senso parlare di deterrenza se non si parla anche di dialogo».

Attenzione al Sud
L'Italia, ha proseguito Pinotti, «metterà con forza all'attenzione degli alleati il fatto che la decisione di una Nato a 360 gradi deve comportare a questo punto un'attuazione operativa di scelte che comportano un'attenzione al Sud. Ad esempio il coordinamento Nato-Ue che è stato deciso». Su questo «c'è stata anche una lettera dell'Alto Rappresentante Ue» per la Politica estera e di sicurezza comune, Federica Mogherini. Il coordinamento «a questo punto deve essere operativamente attivato, così come la missione 'Sea Guardian', con i suoi nuovi compiti deve, diventare una missione operativa».

Sicurezza marittima
La missione di sicurezza marittima Nato «Sea Guardian», decisa nel luglio scorso, sostituirà «Active Endeavour» e sarà dispiegata in collaborazione con l'operazione dell'Ue "Sophia" nel Mediterraneo centrale, sulle rotte del traffico di esseri umani.

Comando di Napoli un hub per il Mediterraneo
«L'Italia - ha detto ancora il ministro - ha anche una convinzione: dato che gran parte delle missioni che oggi vediamo come più pericolose sono intorno al Mediterraneo, noi pensiamo che uno dei comandi congiunti Nato che oggi ci sono, il Comando di Napoli, potrebbe diventare un 'hub' (un centro di coordinamento fra Nato e Ue, ndr) per il Mediterraneo. E' una discussione che a livello tecnico è già stata fatta dai capi di Stato Maggiore della Difesa e che oggi io riproporrò a livello politico», ha concluso Pinotti.

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