13 novembre 2019
Aggiornato 03:30
Il dossier siriano tra Ue ed Onu

Russia, nessuna nuova sanzione. Passa la linea Renzi

Durante l'ultimo vertice del Consiglio europeo si è deciso di non confondere il dossier siriano con quello ucraino. Per Renzi «siamo concordi nel dire che bisogna esercitare tutte le pressioni possibili perché si faccia un accordo in Siria»

BRUXELLES – Nessuna nuova sanzione alla Russia: durante l'ultimo vertice del Consiglio europeo è passata la linea italiana di non confondere il dossier siriano con quello ucraino. Il premier Matteo Renzi ha spiegato ieri notte al termine della prima giornata dei lavori del vertice: «Sul tema della Siria tutti noi siamo molto preoccupati. Abbiamo approvato un documento che richiama l'esigenza di arrivare il più velocemente possibile a un accordo, una tregua vera, e al processo di transizione politica che da tempo aspettiamo».

Passa la linea italiana: nessuna nuova sanzione alla Russia. La Siria non è l'Ucraina
Durante la discussione fra i leader europei, ha riferito il presidente del Consiglio, ci sono state «due posizioni diverse: la prima è la posizione di chi parla di sanzioni alla Russia, con riferimento al dossier Ucraino. Questo argomento sarà ripreso alla scadenza della sanzioni» attualmente in corso «che sarà a gennaio 2017». La seconda, portata avanti da Roma, in cui è stato ribadito il fatto che «non abbia senso inserire un riferimento a sanzioni» contro Mosca. «Del resto - ha ricordato - è la stessa posizione che hanno approvato lunedì i ministri degli Esteri» durante il Consigli Ue a Lussemburgo. Il presidente del Consiglio ha fatto quindi riferimento alle «espressioni trovate nel documento finale» secondo le quali i Ventotto «sono concordi nel dire che bisogna esercitare tutte le pressioni possibili perché si faccia un accordo in Siria; ma è difficile immaginare che questo abbia a che vedere con ulteriori sanzioni alla Russia».

Da Bruxelles una «ferma condanna» per «gli attacchi perpetrati dal regime siriano e dai suoi alleati, in particolare la Russia, contro le popolazioni civili di Aleppo»
Nella nota conclusiva del vertice a Bruxelles è arrivata la «ferma condanna» per «gli attacchi perpetrati dal regime siriano e dai suoi alleati, in particolare la Russia, contro le popolazioni civili di Aleppo» e l'esortazione per Mosca e Damasco «a porre termine alle atrocità e ad adottare misure urgenti per garantire l'accesso umanitario senza restrizioni ad Aleppo e ad altre regioni del Paese». L'Ue inoltre «chiede la cessazione immediata delle ostilità e la ripresa di un processo politico credibile sotto l'egida delle Nazioni Unite. I responsabili delle violazioni del diritto internazionale umanitario e del diritto internazionale dei diritti umani devono rispondere delle loro azioni». L'Europa, ha concluso il comunicato, «sta valutando tutte le opzioni a disposizione qualora continuassero le atrocità in atto. Occorre fare tutto il possibile per prolungare il cessate il fuoco, fornire aiuti umanitari alla popolazione civile e creare le condizioni per avviare negoziati su una transizione politica in Siria».

Ban Ki-Moon: «Ad Aleppo condizioni degne del Medioevo. La fame è utilizzata come arma»
Intanto anche l'Onu ha denunciato i risultati «orribili» dei bombardamenti russo-siriani su Aleppo est che hanno fatto, secondo il segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki-moon, circa 500 morti e 2mila feriti dal 23 settembre. Per lui, che ha parlato oggi durante una sessione informale dell'Assemblea generale «un quarto delle persone uccise sono bambini e l'accesso al cibo si è rarefatto nella parte assediata della città siriana». In questa situazione nessun convoglio dell'Onu è finora entrato in quella parte della città dal 7 luglio «e, in queste condizioni degne del Medioevo, i più vulnerabili sono quelli che soffrono di più», ha ricordato Ban. «La fame - ha continuato - è utilizzata come arma. Le razioni alimentari - ha aggiunto - saranno esaurite a fine mese». Il numero uno del Palazzo di Vetro ha spiegato di aver accolto «favorevolmente» la pausa decisa dalla Russia nei bombardamenti, che dovrebbe permettere le evacuazioni mediche da venerdì e ha aggiunto: «Questo è il minimo» sottolineando la necessità di «un pieno accesso umanitario alla parte est di Aleppo», domandandosi: «Non abbiamo appreso niente da Srebrenica e dal Ruanda?. Quando la comunità internazionale si unirà per mettere fine a questa carneficina?» La riunione è stata convocata su iniziativa del Canada, col sostegno di 71 paesi. Tra questi non sono Russia e Cina. L'ambasciatore russo presso l'Onu, Vitaly Churkin si è dichiarato «perplesso» e ha notato che Ban «non ha pronunciato una sola parola sulle organizzazioni terroristiche, come se il disastro in Siria fosse dovuto all'uragano che ha colpito Haiti».