26 settembre 2018
Aggiornato 02:00

Sanzioni alla Russia per altri sei mesi: la notizia dopo il report Merkel-Macron (e le presunte prove sul Russiagate)

Dopo la relazione di Merkel e Macron, il Consiglio Ue ha prorogato le sanzioni fino al 31 gennaio 2019
Il presidente francese Emmanuel Macron con quello russo Vladimir Putin e la cancelliera tedesca Angela Merkel
Il presidente francese Emmanuel Macron con quello russo Vladimir Putin e la cancelliera tedesca Angela Merkel (EPA/PHILIPPE WOJAZER / POOL)

BRUXELLES - Nessuna sorpresa. Il Consiglio Ue oggi ha prorogato a Bruxelles di sei mesi, fino al 31 gennaio 2019, le sanzioni economiche riguardanti settori specifici dell'economia russa. La decisione è una diretta conseguenza della relazione con cui il presidente francese Emmanuel Macron e la cancelliera tedesca Angela Merkel hanno informato i colleghi del Consiglio europeo, al vertice di Bruxelles del 28 e 29 giugno scorsi, sul mancato rispetto da parte di Mosca delle condizioni per l'attuazione degli accordi di Minsk sulla cessazione delle ostilità in Ucraina fra le forze governative e gli indipendentisti filo russi. Il Consiglio ha deciso la proroga delle sanzioni mediante procedura scritta e, in linea con quanto previsto per queste decisioni, all'unanimità, si legge in una nota. Le sanzioni riguardano i settori finanziario, dell'energia, della difesa e dei beni a duplice uso (civile e militare). Introdotte inizialmente per un anno il 31 luglio 2014, in risposta alle azioni della Russia volte a destabilizzare la situazione in Ucraina, sono state rafforzate nel settembre 2014, ricorda la nota del Consiglio Ue.

Prove sul Russiagate?
La decisione arriva, anche, il giorno successivo alle affermazioni di una commissione del Senato americano controllata dei repubblicani, secondo cui ci sarebbero prove ulteriori a sostegno del cosiddetto Russiagate, cioè la tesi dei servizi Usa per cui la Russia di Vladimir Putin avrebbe interferito nelle elezioni presidenziali 2016 per aiutare a eleggere Donald Trump. La Commissione intelligence del Senato ha affermato che "le informazioni ottenute a seguito della pubblicazione" del rapporto del gennaio 2017 dei servizi d'informazione americani "forniscono ulteriore sostegno" alla conclusione che Vladimir Putin e il suo governo volevano screditare Hillary Clinton e aiutare Trump. Non sono stati dati dettagli. Ieri sera la commissione ha pubblicato un sommario della sua valutazione rapporto dell'intelligence, che ha definito «un prodotto di intelligence coerente» sostenuto da prove. «La commissione ritiene che il giudizio complessivo contenuto nel rapporto sia bene supportato e che il lavoro sia stato svolto bene» si legge in un comunicato, che afferma che i cyberattacchi russi sono continuati «durante tutte le elezioni 2016».

Sanzioni, quanto ci costano
Tornando alle sanzioni alla Russia, appena qualche giorno fa il ministro delle Politiche agricole Gian Marco Centinaio aveva sottolineato come queste ci siano costate oltre 150 milioni di euro. «A causa dei noti eventi internazionali abbiamo assistito, nel corso degli ultimi anni – ha spiegato il ministro – a una costante riduzione dell’export agroalimentare dell’Italia verso la Russia. Rispetto al triennio 2011/2013, periodo in cui l’export agroalimentare si attestava intorno ai 625 milioni di euro in media, dall’agosto 2014 al 2017 è stato registrato un calo nelle esportazioni di circa il 25%, per un importo medio di circa 470 milioni di euro. I prodotti maggiormente colpiti sono stati l’ortofrutta, i prodotti lattiero-caseari e le carni, con un calo delle esportazioni prossimo al -90%». Nonostante le misure di sostegno attivate dalla Commissione europea, finalizzate ad interventi di ritiro dei mercati nell’ambito dei programmi operativi delle Organizzazioni dei produttori, «gli interventi sono risultati insufficienti a causa delle gravissime penalizzazioni per i nostri produttori e la difficoltà di reperire mercati alternativi» ha sottolineato.

Chi è più penalizzato
L’embargo russo ha prodotto effetti negativi anche su altri settori che, a fronte delle fortissime perdite di mercato, non hanno percepito alcuna misura di sostegno, come il lattiero caseario e quello delle carni, soprattutto quelle trasformate, ovvero, sebbene non soggetti a restrizione come quello del vino, hanno comunque registrato un marcato calo delle esportazioni verso la Federazione Russa dal 2014. Misure di sostegno che sono terminate il 30 giugno scorso. Centinaio ha quindi informato, a tal proposito, di aver chiesto con una nota congiunta con la delegazione spagnola una proroga delle misure di sostegno sino al 15 ottobre 2018. «Ribadisco anche in questa occasione che la priorità sarà quella della difesa delle eccellenze agroalimentari del nostro Paese, – ha concluso – tutelando il made in Italy anche con un sistema di etichettatura corretto e trasparente che offra garanzie, sia ai consumatori che ai produttori».