27 luglio 2021
Aggiornato 06:00
Damasco rivendica abbattimento caccia di Israele, che nega

Siria, la tregua regge ma è instabile. Querelle tra Damasco e Israele

Cauto e moderato ottimismo sembra circondare la tregua in Siria, ma si parla già di possibili violazioni. Intanto, Damasco rivendica l'abbattimento di due caccia di Israele, che però nega

DAMASCO - Alcune ore dopo l'entrata in vigore del cessate-il-fuoco in Siria concordato da Russia e Stati Uniti, la tregua sembra reggere. «In generale, la calma domina su tutti i fronti, soprattutto nelle regioni di Damasco, Aleppo e Idlib», ha confermato il direttore dell'Osservatorio siriano sui diritti umani, Rami Abdel Rahman. Solo «un paio di razzi sono stati lanciati subito dopo il debutto del cessate il fuoco», ha aggiunto.

Finalmente calma?
Secondo il corrispondente dell'Afp presso le forze del regime ad Aleppo, gli ultimi spari da parte dei ribelli si sono sentiti alle 18.55 locali, le 17.55 in Italia. Nel settore dei ribelli, invece, la calma regna dalle 17 (le 16 italiane).

Già violazioni
Il Guardian ha però denunciato attacchi ad Homs, Hama e Deir Azzur avvenuti subito dopo il tramonto di lunedì. Le speranze per la tregua si sono fatte più flebili nei giorni scorsi, quando alcuni gruppi di opposizione sostenevano che nessuno avrebbe potuto costringere altri gruppi a cedere su questioni controverse, come la scelta di quali aeree venissero incluse nella tregua e quali no. 

Kerry: è l'ultima speranza
Da Washington, il segretario di Stato John Kerry ha sottolineato che la tregua voluta per la Siria da Russia e Stati Uniti sarà «forse l'ultima chance per salvare» il Paese arabo devastato da una guerra civile che dura ormai da cinque anni e mezzo, e ha puntualizzato che è ancora troppo presto per esprimersi sulla situazione attuale. Ma al di là della tregua, i nodi politici del conflitto rimangono: in primis, quello che riguarda il destino del presidente Assad, che proprio ieri, poco prima del cessate il fuoco, ha dichiarato la sua intenzione di riconquistare tutto il territorio siriano.

Una storia di fallimenti
Il mondo intero sta osservando con il fiato sospeso l'andamento del cessate il fuoco, visti i continui fallimenti dei tentativi della comunità internazionale di trovare un accordo di pace. Già nel febbraio 201: il governo siriano rifiutò «categoricamente» il piano della Lega Araba di una missione di pace congiunta tra paesi arabi e Nazioni Unite; le tre tregue sponsorizzate dall'ONU del giugno 2012, del gennaio 2014 e del gennaio 2016 fallirono clamorosamente; nel settembre 2013, Kerry e Lavrov negoziarono un accordo per individuare eventuali armi chimiche in possesso del governo siriano, in cambio del fatto che gli Stati Uniti interrompessero gli attacchi aerei. Da allora, il governo è stato a periodi alterni accusato di usare sostanze chimiche tossiche contro le aree controllate dai ribelli; anche lo scorso febbraio le potenze mondiali si accordarono a Monaco di Baviera su una «cessazione delle ostilità» nazionale in Siria esclusi i gruppi jihadisti, ma il piano fallì.

Tensioni con Israele
Intanto, l'esercito siriano ha annunciato di aver abbattuto due apparecchi militari israeliani. Ma Israele ha smentito che l'esercito di Damasco abbia abbattuto un aereo militare e un drone israeliani dopo un attacco contro una delle sue posizioni in Siria. Lo Stato ebraico ha però ammesso che la Siria ha lanciato due missili contro i suoi apparecchi. "Non c'è niente di vero in questo», ha dichiarato all'Afp un portavoce dell'esercito israeliano, maggiore Arye Shalicar. «Due missili terra-aria sono stati lanciati dalla Siria dopo la missione condotta dalle forze israeliane nella notte contro delle posizioni dell'artiglieria siriana. La sicurezza dell'aviazione non è stata mai compromessa», ha twittato un altro portavoce, colonnello Peter Lerner. 

(Con fonte Askanews)