E sospende i permessi per il Ramadan

Attacco a Tel Aviv, Israele dispiega rinforzi in Cisgiordania

A seguito dell'attentato di mercoledì sera a Tel Aviv, Israele dispiegherà centinaia di uomini in Cisgiordania, a rinforzo delle truppe già presenti

GERUSALEMME - A seguito dell'attentato di mercoledì sera a Tel Aviv, Israele dispiegherà centinaia di uomini in Cisgiordania, a rinforzo delle truppe già presenti. Lo rende noto l'esercito israeliano. «A seguito di una valutazione della situazione, le Divisioni di Giudea e Samaria (in pratica i territori occupati della Cisgiordania) saranno rafforzate con due battaglioni supplementari».

L'attentato
L'attacco è avvenuto al mercato di Sarona a Tel Aviv, di fronte al Ministero della Difesa e lo Stato Maggiore dell’esercito israeliano. Almeno quattro persone sono state uccise e altre cinque sono rimaste ferite. In un comunicato la polizia israeliana ha detto che i fatti sono considerati in linea di principio come un «attacco terroristico», anche se al momento non vi è alcuna conferma né rivendicazione. Il bollettino medico aggiornato nella Stella Rossa di David, l’equivalente israeliano della Croce rossa, parla di quattro morti e cinque feriti di cui due in condizioni critiche portati nell’ospedale Ijilov di Tel Aviv. La polizia ha detto che i due terroristi – due palestinesi intorno ai 20 anni di età – sono stati arrestati e uno dei due è tra i feriti ricoverati in ospedale. Esclusa la presenza di un terzo assalitore. Il premier israeliano Benyamin Netanyahu, appena atterrato di ritorno da Mosca, ha subito tenuto una riunione di sicurezza a Tel Aviv.  

Sospesi i permessi per il Ramadan
Israele ha sospeso i permessi d'ingresso a 83mila palestinesi per il Ramadan, dopo il sanguinoso attentato. «Tutti i permessi per il Ramadan, specialmente quelli per le visite di famiglia dalla Giudea e Samaria in Israele, sono congelati», si legge in un comunicato dal COGAT, l'unità che gestisce gli affari civili nella Cisgiordania occupata. Il provvedimento colpisce 83mila palestinesi e 200 residenti di Gaza che avevano ricevuto il permesso di visitare i parenti per il Ramadan.

(Con fonte Askanews)